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ANCONA – Niente più musica alla Mole Vanvitelliana. Questo l’annuncio dell’assessore alla Cultura, Anna Maria Bertini: quella che da tempo era annoverabile tra le location principali per festival, rassegne e concerti subirà una riqualificazione che la porterà a diventare uno spazio espositivo, a partire dalla prossima estate. Decisione che non manca di generare perplessità: la Mole è stata per anni un luogo di aggregazione per tanti giovani che l’avevano eletta a location di riferimento per ascoltare musica di tanti artisti, italiani ed internazionali. I quali ora, a seguito della scelta effettuata, dovranno giocoforza essere dirotttati verso un nuovo domicilio per suonare ed esibirsi in Ancona, tenuto conto che la soluzione dell’Auditorium messo a disposizione è compatibile per le sue caratteristiche solo con una ristretta cerchia di eventi.
L’alternativa è costituita dalla piazze del centro città e dalla Cittadella, quest’ultima suggerita dall’assessore Bertini, visto che in tempi passati era stata sfruttata proprio per ospitare concerti ed eventi di vario genere. Con il dubbio legato al possibile aggravio di costi, qualora il palco dovesse essere montato e poi rimosso ogni volta, a differenza di quanto invece accadeva alla Mole dove tale struttura restava fissa per tutta la bella stagione. Ed il relativo timore che questa presa di posizione possa alla fine incidere sull’offerta musicale e più in generale culturale, ridimensionandola.
L’opinione di Carlo Maria Pesaresi e Francesco Rubini (“Ancona Diamoci del Noi” e “Altra Idea di Città”)
“L’ultima presa di posizione dell’assessora Bertini fa davvero cadere le braccia. Niente più concerti e festival nella corte della Mole Vanvitelliana. Solo una domanda: perché? Cosa la spinge ad una decisione così drastica e assoluta? Perché rinunciare definitivamente a una location così bella, originale, prestigiosa, che non solo si presta da un punto di vista logistico e tecnico ma è anche quella che consente una migliore economia di scala per un certo tipo di eventi? Siamo stati i primi a dire che fosse sbagliato pensare gli eventi solo all’interno della Mole, concentrare lì la maggior parte degli sforzi e delle risorse destinate a eventi e cultura. Ma da qui a chiuderla del tutto (anzi lasciarla aperta solo per le mostre, ma senza eventi nessuno si fermerà neppure a vedere quelle) ce ne passa, e speriamo che a qualcuno non venga in mente di interrompere la pluriennale esperienza del “Lazzabaretto”, punto di ritrovo e aggregazione estiva per la città tutta.
Nulla vieta di riaprire la Cittadella, nulla vieta di fare eventi e concerti al porto antico, animare anche altre piazze e spazi in città (magari non solo in centro) ma ciò assolutamente non impedisce di continuare ad usufruire di uno spazio meraviglioso, rigenerato in questi 30 anni a suon di impegno da parte delle associazioni, degli operatori, di eventi, produzioni ed energie profuse da tantissime persone. È questo che dà fastidio? L’obiettivo è distruggere tutto quello che di bello accadeva in città prima dell’avvento dello zoo? Perché altre risposte non ce ne vengono e speriamo che sia il sindaco Silvetti a chiarire la posizione della giunta al riguardo”.
L’opinione di Ida Simonella e Diego Ubisaglia (“Ancona Futura”)
“Le dichiarazioni dell’assessore Bertini sulla Mole Vanvitelliana e sulla sua chiusura ai concerti e allo spettacolo dal vivo dimostrano sia incompetenza sia arroganza. Dimostrano incompetenza perché ignorano le caratteristiche della Mole, uno degli scenari più suggestivi in Italia per le attività culturali di ogni tipo, e soprattutto ignorano il fatto che oggi i generi culturali sono ampiamente contaminati e che tutto il settore culturale nazionale e internazionale cerca proprio luoghi in cui mettere in scena questa contaminazione. Parlare di spazi “solo espositivi” nel 2023 significa letteralmente non sapere nulla di cultura. Significa essere rimasti fermi all’inizio del Novecento. Così mentre la Reggia di Caserta ospita djset e Palazzo Te i concerti di Iggy Pop, noi ci ritagliamo il nostro bello spazio solamente espositivo magari per fare contento Sgarbi.
Ma la Bertini sbatte la porta della Mole in faccia a una città che è abituata a frequentarla, in faccia alle giovani e ai giovani che vogliono svolgere attività al suo interno, in faccia a figure della cultura italiana che vorrebbero tanto contribuire alla sua crescita e, con essa, alla crescita di Ancona. Ma poi in faccia agli organizzatori che andranno in altre città, in faccia agli ingegneri che si occupano della sicurezza e che sanno di cosa si parla quando si dice “faranno i concerti in piazza”, in faccia alla Fondazione Cariverona che ha speso fior di quattrini per una Mole polivalente. La Mole negli ultimi anni ha contato circa 200.000 presenze l’anno e ha visto passare artisti di calibro internazionale che si occupano di tutti i generi spesso incrociandoli tra loro.
Ma la cultura non interessa all’assessore. Se ne andranno Spilla, se ne andrà Adriatico Mediterraneo, se ne andranno Cinematica, Ancona Jazz, Sconcerti, La Punta della lingua e tutti gli altri, come se ne è andato già La mia generazione, come se ne sta andando Corto Dorico, come se ne è andato Kum. E con essi se ne andrà il lavoro di decine di persone, operatori, produttori e tecnici. E’ urgente che il sindaco, che ha sempre dichiarato interesse per la cultura, intervenga direttamente per frenare una deriva che ricade prima sulla spalle degli operatori del settore e poi su tutta la città”.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2023-11-23 15:36:41 da

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