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BARI – Una decisione difficile, ma inevitabile. Il Bari si chiude in conclave: la situazione è delicatissima, il rischio di precipitare nel dramma è concreto. E allora, nessun azzardo: stavolta l’errore non può essere contemplato. La sorte di Pasquale Marino è segnata, ma il suo successore non è ancora designato, sebbene si possa affermare che un nome ormai è sopra la concorrenza: Fabio Cannavaro.
IL DESTINO DI MARINO Il tecnico siciliano concluderà con la scoppola di Palermo la sua avventura barese, durata meno di cinque mesi. Fatale il secondo ko di fila (dopo lo 0-2 con la Reggiana) incassato in maniera fin troppo netta, ma soprattutto la sensazione di una squadra che si è involuta proprio quando avrebbe dovuto decollare. I numeri, in fondo, sono schiaccianti: in 14 gare sotto la sua gestione, le vittorie sono appena quattro, con cinque pareggi ed altrettante sconfitte per un totale di 17 punti. 15 i gol realizzati, ma con ben sei giornate trascorse all’asciutto, venti quelli subiti (addirittura sette negli ultimi tre impegni). La classifica è peggiorata: i biancorossi si sono fatti raggiungere al dodicesimo posto da Pisa e Sampdoria, ora le squadre alle spalle sono appena sei.
La distanza dai playoff, invece, è rimasta immutata a cinque lunghezze, ma solo dall’ultimo vagone per gli spareggi promozione. Perché il distacco dalle altre big si è trasformato in un imbarazzante divario: 21 punti dal Parma capolista, 17 dalla Cremonese, 15 dal Como, 14 dal Venezia, 12 dal Palermo, nove dal Cittadella, otto dal Catanzaro. Sul piano del gioco, l’identità predicata dal mister di Marsala non è mai arrivata, così come il calcio intenso e propositivo. Anzi: il Bari troppo spesso è parso consegnarsi agli avversari e in affanno sul piano fisico. A tal proposito, sono in corso riflessioni anche sullo staff tecnico: il gruppo confermato in blocco nel passaggio da Mignani a Marino non è più inamovibile. Può darsi che al nuovo allenatore sarà permesso apportare variazioni al team di collaboratori.
Il direttore sportivo Ciro Polito parlerà con l’allenatore siciliano anche oggi: profondo il senso di mortificazione del dirigente napoletano che credeva ciecamente in un tecnico a suo avviso capace di infondere una spiccata mentalità. Marino, però, non è mai penetrato nelle menti dei suoi ragazzi. Resta soltanto da formalizzare la decisione: che i stratti di esonero o di dimissioni poco cambia.
MIGNANI NON TORNERA’ Si è parlato anche del possibile rientro del tecnico genovese, protagonista della promozione dalla C alla B, di un doppio salto sfiorato e comunque di un avvio di torneo che, per quanto in sordina, aveva portato una sola sconfitta in nove turni (una anche l’affermazione, con sette pari). C’è chi si è pentito nella città del pallone di giudizi troppo affrettati, così come la levatura morale dell’uomo non è in discussione.
Pare che anche all’interno della proprietà non manchi chi spinga per la soluzione «interna», conveniente sul piano economico poiché Mignani è sotto contratto addirittura fino al 2025. Ma il revival non andrà in scena: la separazione, dopo oltre due anni di un rapporto molto intenso, non è stata indolore. I contatti tra Polito ed il mister ligure si perdono praticamente allo scorso autunno. Troppi i chiarimenti da affrontare, poco il tempo per sanare ogni equivoco. Insomma, l’ipotesi del «Mignani-bis» sembra molto debole.
CANNAVARO E GLI ALTRI Il capitano campione del mondo del 2006 è oggi in pole position per la panchina biancorossa. Già ieri ci sono stati contatti con Polito: confronti preliminari sulle reciproche esigenze e richieste che potrebbero proseguire oggi con un incontro dal vivo, a Bari. Non tutto è appianato, però: Fabio Cannavaro (che arriverebbe con il fratello Paolo suo «vice», nonché compagno di squadra nel Sassuolo del ds dei Galletti) è un nome che non mette d’accordo del tutto la complessa proprietà barese. Polito dovrà confrontarsi con la famiglia De Laurentiis: scontato che pure il manager napoletano sia in discussione, ma al momento la sua posizione non rischia e l’ultima parola su una decisione complessa toccherà a lui. L’ex difensore di Napoli, Inter, Juventus e Real Madrid da tecnico ha vinto in Cina, è transitato con meno successo in Arabia, mentre l’anno scorso ha vissuto una parentesi non brillante (da ottobre a febbraio) al Benevento poi retrocesso in C. Convince, però, la sua personalità forte, una leadership ora indispensabile per assicurare una scossa.
Ecco perché gli altri profili esaminati hanno in comune con lui la forte caratterialità: sarebbe piaciuto Moreno Longo, peraltro di origini baresi per parte di madre, ma sembra che le richieste del tecnico ex Como portino ad un vincolo pluriennale. Sotto esame ci sarebbero anche Ivan Javorcic (autore della promozione del Sudtirol in B, seguita da una parentesi opaca al Venezia), nonché un profilo di assoluta esperienza come Giuseppe Iachini. Meno papabile Cristian Stellini, già calciatore del Bari (dal 2007 al 2010) poi entrato nello staff di Antonio Conte. Oggi, comunque, i nodi saranno sciolti. Domani il Bari si allenerà con la sua nuova guida.
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www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2024-02-04 13:22:53 da
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