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CASTELFIDARDO – La realizzazione di una stazione merci a Castelfidardo andrà a sottrarre, pare, 8 ettari di terreni agricoli che oggi ospitano coltivazioni anche biologiche, minando gli investimenti di aziende agricole e turistiche in un’area di pregio paesaggistico e storico. È la presa di posizione di Coldiretti Ancona sul progetto di Rfi che, nell’ambito del potenziamento della ferrovia Falconara-Orte, ha individuato l’area di San Rocchetto per la realizzazione del progetto. «Abbiamo tante aree industriali dismesse che potrebbero essere sfruttate per realizzazione – commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Ancona – e quindi siamo contrari a nuove cementificazioni, soprattutto di superfici agricole. Senza dimenticare che, nel caso specifico, parliamo di un’area che già lo scorso settembre ha mostrato tutta la sua fragilità dal punto di vista idrogeologico».
«Come associazione – le fa eco il direttore Alberto Frau – siamo consapevoli che bisogna superare il gap infrastrutturale che rende la nostra regione da anni isolata al resto d’Italia, tant’è che siamo stati firmatari nel 2022, insieme a Confindustria, Confartigianato, Cna e Concommercio, del Libro Bianco sulle Infrastrutture che poneva tra le priorità il raddoppio della linea ferroviaria per Roma». Secondo un’analisi di Coldiretti Marche su dati Ispra negli ultimi 15 anni si sono consumati più di 4.800 ettari di suolo che, per oltre un terzo (35,8%) era rurale. A oggi le aree urbanizzate coprono quasi 65mila ettari di territorio con quasi il 40% delle cementificazioni in area a elevato rischio idraulico.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-16 17:00:13 da

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