[ad_1]
Si è conclusa la 111esima edizione del Tour de France, che per la prima volta nella storia è partito dall’Italia, e che ha visto riprendersi il trono da parte di Tadej Pogacar. Partiti da Firenze, all’ultima Grande Boucle della sua carriera Romain Bardet ha conquistato per la prima volta la maglia gialla con un attacco da lontano terminato sul traguardo di Rimini. Fuga anche nella seconda tappa con arrivo a Bologna, che premia ancora un francese, con l’assolo di Kevin Vauquelin. Ma col passaggio sul San Luca è subito uno spettacolare scontro con Pogacar che attacca e Vingegaard che risponde. Lo sloveno si presenta così in giallo a Piacenza, eguagliando subito un record: era dal 2010 che un ciclista non indossava la maglia rosa e quella gialla nello stesso anno. L’ultimo a riuscirci Cadel Evans. La Piacenza-Torino, la tappa più lunga di questa edizione della corsa con i suoi 230 km, ha visto vincere in volata Biniam Girmay che ha fatto la storia diventando il primo corridore eritreo a vincere una tappa del Tour.
Tadej Pogacar alla partenza di Piacenza (Foto A.S.O.)
Nella tappa Pinerolo-Valloire, con la quale il Tour de France ha salutato l’Italia, Pogacar ha messo le cose in chiaro con l’incredibile ascesa sul Galibier, riprendendosi la maglia gialla che ha portato sino alla chiusura trionfale di domenica 21 luglio a Nizza. Restando in tema velocisti, Girmay ha centrato tre successi, tagliando per primo il traguardo oltre che a Torino anche a Colombey les Deux Eglises e a Villeneuve sur Lot. Tre come quelli anche di Jasper Philipsen, il più veloce a Le Lioran, Pau e Nimes. Tutta l’attenzione è stata però catalizzata alla quinta tappa da Mark Cavendish, il britannico che dopo essere stato male proprio alla Grand Depart da Firenze, ha regolato gli avversari a Saint Vulbas esultando per la 35esima volta in carriera sulle strade della corsa francese battendo il record di successi di Eddy Merckx.

Mark Cavendish al traguardo di Saint Vulbas (Foto A.S.O.)
L’iconica nona tappa di domenica 7 luglio da Troyes a Troyes, con oltre 30 km di strade bianche, ha visto il francese Anthony Turgis prendersi la scena. Mentre dopo il giorno di riposo, martedì 9 luglio all’arrivo di Saint Amand Montrond, il detentore degli ultimi due Tour Jonas Vingegaard ha avuto il classico moto d’orgoglio riprendendo Pogacar e battendolo in volata. Solo un sussulto però, perché il fenomeno sloveno ha fatto poi la voce grossa agli arrivi in salita sia su Pla d’Adet che a Plateau de Beille scavando un solco quasi irricucibile per gli avversari. Nell’ultima settimana Richard Carapaz, un po’ deluso per la classifica finale, si è tolto la soddisfazione della doppietta sui traguardi di Superdevoluy e Barcelonnette e della maglia a pois, mentre Pogacar si è rivelato insaziabile a Isola 2000 e Col de la Couillole aumentando il vantaggio e ipotecando questa edizione della Grande Boucle.

Tadej Pogacar in corsa (Foto A.S.O.)
A Nizza lo sloveno è stato un cannibale, aggiudicandosi la cronometro finale. Sesto successo personale che uniti ai sei dello scorso Giro d’Italia fanno dodici nello stesso anno, battendo così il record di Eddy Merckx. Ma soprattutto, è riuscito a distanza di 26 anni nella fatidica doppietta Tour-Giro. L’ultimo a riuscirci, nel 1998, il nostro Marco Pantani, il ‘pirata’ celebrato proprio dalla corsa francese con la partenza da Cesenatico in occasione della seconda tappa. Pogacar dunque nell’Olimpo del ciclismo, centrando la doppietta riuscita solo a sette corridori nella storia: Fausto Coppi (1949 e 1952), Jacques Anquetil (1964), Eddy Merckx (1970, 1972 e 1974), Bernard Hinault (1982 e 1985), Stephen Roche (1987), Miguel Indurain (1992 e 1993) e Marco Pantani (1998). E adesso tutti i tifosi del ciclismo sognano la vera impresa: Pogacar alla Vuelta a Espana per riuscire in quello che non è mai stato fatto da nessuno, ovvero la tripletta nello stesso anno Giro-Tour-Vuelta. Un’impresa leggendaria. Ma ci sarà al via di Lisbona del prossimo 17 agosto?
www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-07-21 20:20:00 da

0 Comments