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Lo sceneggiatore e regista: “In Usa sono stati bravi, forti e compatti: hanno fatto sciopero, hanno resistito e hanno vinto. In Italia, gli sceneggiatori sono poco considerati, sottovalutati, sottopagati, sottostimati”
“Gli sceneggiatori di Hollywood sono bravi, sono forti e sono compatti: hanno fatto sciopero, hanno resistito e hanno vinto. In Italia, gli sceneggiatori sono poco considerati, sottovalutati, sottopagati, sottostimati: altro che sciopero, qui ci vorrebbe la rivoluzione…”. Così lo sceneggiatore e regista Enrico Vanzina commenta alla AdnKronos la conclusione della protesta negli Usa, con la firma dell’accordo fra sceneggiatori, produttori e studios, mentre permane lo sciopero degli attori.
“Non ricordo a memoria d’uomo uno sciopero degli sceneggiatori italiani o dei registi italiani o degli attori italiani – osserva Vanzina – Credo che non sia proprio previsto dalla ‘forma mentis’ del nostro Paese, al contrario dello sciopero delle maestranze sindacalmente organizzate. Cinecittà è un pianeta completamente diverso da Hollywood e qui seguiamo quelle vicende come se assistessimo da spettatori a un film”.
Spiega Vanzina: “Negli Usa hanno fatto una battaglia importante e non si può che applaudire alla forza corporativa che hanno dimostrato di saper mettere in campo; da noi, la situazione vede un grande sfruttamento dei giovani e non ci sono garanzie per gli autori. Ancora oggi, il cinema italiano considera quello di sceneggiatore come un ruolo minore, mentre nel mondo è la forza propulsiva di un film”.
(di Enzo Bonaiuto)
www.adnkronos.com è stato pubblicato il 2023-09-26 17:09:23 da [email protected] (Web Info)

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