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COSENZA «Denis Bergamini era un bravo ragazzo, lo hanno ucciso perché le partite erano truccate e lui voleva stare fuori dal giro del calcioscommesse. Ma se volete che vi dica di più dovete aiutarmi, il procuratore Gratteri deve proteggermi e darmi delle garanzie, io rischio la vita».
Può essere racchiusa tutta in queste parole l’escussione di Pietro Pugliese, ex collaboratore di giustizia e killer della camorra, ascoltato oggi nel tribunale di Cosenza nel corso della 55esima udienza del processo sulla morte di Donato “Denis” Bergamini, il calciatore rossoblù morto il 18 novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico.
Pugliese non si è presentato in aula ma ha chiesto di essere ascoltato da remoto, in collegamento da una caserma dei carabinieri di Napoli. A chiamare in causa nel processo un uomo che da anni parla…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2024-02-13 13:09:40 da Redazione Corriere
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