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Personaggi del mondo culturale e associativo. La valorizzazione di una narrazione, lontana dai soliti stereotipi emergenziali, per raccontare realtà sociali, conflitti internazionali, immigrazione, nuove povertà, esperienze di mutualismo e di opposizione alle nuove forme di autoritarismo. Calcata 4.0 è questo e tante altre cose ancora. Due giornate dedicate ai protagonisti dell’informazione sociale e ai rappresentanti dell’impegno civile a cura della Rete NoBavaglio e del Comune di Calcata in provincia di Viterbo. La sindaca Sandra Pandolfi premierà alcune inchieste giornalistiche e personalità che si sono distinte nell’affrontare tematiche legate alla lotta alle diseguaglianze, all’inclusione sociale, alla difesa dell’ambiente, alla resistenza, al mutualismo e all’attivismo civile.
Il regio decreto
“Calcata 4.0, nuove storie di resistenza e di attivismo – premio di giornalismo digitale” ricorda un atto di resistenza e disobbedienza civile di cui “sono stati protagonisti gli abitanti di Calcata che si rifiutarono di abbandonare il borgo – spiega la sindaca Pandolfi – Calcata ha una storia legata alla disobbedienza: nel 1935 con un regio decreto doveva essere distrutta perché inclusa nelle zone a rischio sismico invece gli abitanti si sono opposti a quell’ordine. Calcata non era e non in pericolo e solo una latente “disobbedienza civile” le ha consentito di arrivare intatta sino a noi. Oggi il borgo è ancora in piedi e quindi giustamente ospita un premio sulle nuove forme di disobbedienza e resistenza civile. Ma dobbiamo guardare al futuro e Calcata 4.0 può contribuire a creare uno sviluppo sostenibile di questo borgo iper questa ragione il premio vuole essere un riconoscimento per quei personaggi della cultura e intellettuali, artisti ed esponenti della società civile impegnati nella difesa del bene comune e nell’affermazione di una idea di società più giusta e inclusiva”.
“A Calcata non abbiamo voluto creare l’ennesimo concorso ma un laboratorio per valorizzare le storie e le nuove forme di resistenza e disobbedienza civile – spiegano ancora gli organizzatori – per queste ragioni non si tratta del solito premio ma di un impegno che porteremo avanti per valorizzare chi tenta di fare un nuovo modello di giornalismo con strumento e tecniche avanzate. Un lavoro che comincia dai contenuti e dall’attenzione ai processi di trasformazione e alle forti contraddizioni sociali locali e globali che ne derivano. Una narrazione giornalistica diversa, dunque, per conoscere e capire e soprattutto respingere le derive culturali e le speculazioni politiche basate sull’odio, sulla paura e sull’egoismo”
Sabato 18 novembre al Teatro comunale di Calcata Nuova

La manifestazione si svolgerà sabato 18 novembre dalle 15 presso il Teatro Comunale di Calcata Nuova e domenica 19 novembre, ore 15, presso la Sala Granarone a Calcata Vecchia. Sempre domenica 19 novembre ore 10 è prevista ( solo su prenotazione alla mail [email protected] ) una visita guidata dal giardino della casa dell’architetto Paolo Portoghesi e al Borgo Calcata ( numero massimo partecipanti 35 persone).
Il programma di sabato 18 prevede un riconoscimento speciale per ricordare Paolo Portoghesi, tra gli ideatori e sostenitori fin dalla prima edizione di Calcata 4.0. Paolo Portoghesi. Architetto di fama internazionale ma anche storico, critico, docente, scrittore e primo direttore della Biennale Architettura che tracciò la via italiana al Post Modern. Una figura poliedrica di progettista, docente alla ricerca continua di idee che hanno partorito grandi opere dalla Casa Baldi alla moschea di Roma. Cittadino di Calcata, il borgo che l’ha adottato e stregato e da cui si è fatto adottare, trovando il suo rifugio ideale nella grande casa giardino che dall’alto guarda il borgo medievale dove ha vissuto per cinquant’anni insieme con la moglie Giovanna Massobrio, dove ha dato forma e materia alla sua idea di architettura in continua evoluzione ispirata all’energia trasmessa dalla terra e dai luoghi vissuti a Calcata.
Gli altri riconoscimenti sono dedicati a: Matteo Delbò regista-documentarista e Chiara Avesani giornalista, autori del docufilm “Erasmus in Gaza”. Il docufilm è la narrazione di un popolo ostaggio di una guerra che dura da decenni attraverso gli occhi di uno studente di medicina dell’Università di Siena che grazie al programma ErasmusPlus, giunge nella Striscia di Gaza per svolgere un progetto di studio all’estero promosso dalla Comunità Europea. La storia di Riccardo Corradini, 25 anni, diventa un documento che mostra gli orrori vissuti in Palestina da “un’intera generazione di mutilati”, giovani e soprattutto bambini nati in una terra perennemente sotto assedio, ferita da un conflitto senza tregua.
Tra i premiati anche Rami el Hanan e Bassam Aramin del Parents Circle, l’associazione dei familiari delle vittime palestinesi e israeliane morte nel conflitto. Rami, graphic designer e attivista israeliano in un’azione terrorista palestinese ha perso la figlia Smadar di 14 anni. Bassam, palestinese, militante nei “Combattenti per la pace” invece ha perso la figlia Abir, di 10 anni, per una pallottola sparata da un soldato israeliano. Dovrebbero odiarsi, invece, cercano la riconciliazione, non vogliono altro sangue ma solo pace. Insieme sostengono il “Parents Circle-Families Forum” che aggrega oltre 600 famiglie israeliane e palestinesi che, dopo aver subito gravi perdite familiari a causa del conflitto, hanno deciso di promuovere il dialogo e la riconciliazione tra i due popoli. Con loro anche Luisa Morgantini già ex Vice Presidente del Parlamento Europeo nonché presidente dell’Associazione AssopacePalestina, l’associazione impegnata dal 1988 a promuovere il dialogo e il superamento pacifico del conflitto tra Israele e Palestina. Figlia di partigiani è stata la prima donna eletta nella segreteria della Federazione Lavoratori Metalmeccanici di Milano (FLM), eletta nel Parlamento Europeo è stata Vicepresidente con l’incarico delle politiche europee per l’Africa e per i diritti umani. Un impegno che non ha mai smesso di perseguire: è tra le le fondatrici della rete internazionale delle “Donne in nero contro la guerra e la violenza” e ha fondato l’associazione AssoPacePalestina. E’ tra le 1000 donne nel mondo che sono state candidate al Nobel per la Pace.
Altro riconoscimento a Moni Ovadia, attore, cantante, scrittore: è uno dei più autorevoli e popolari uomini di cultura e artisti della scena italiana e europea. Con il suo teatro musicale, ispirato alla cultura yiddish ha contribuito a fare conoscere in Italia ed in Europa la cultura ebraica. Ma il suo impegno non è solo nel campo della cultura. Moni Ovadia da sempre rappresenta una voce libera, che si oppone all’indifferenza e al conformismo, costantemente impegnato nel sostegno dei diritti e della pace. Da sempre è impegnato nel tramandare la tragedia del popolo ebraico e nel combattere le atrocità e i genocidi che ancora oggi massacrano tante popolazioni del mondo.
Altro premiato: Paolo Di Nicola per il docufilm “Il Paradiso non ha confini”. Nel 1966 un salesiano, Gerard Lutte, proveniente dal Belgio, approda a Prato Rotondo e scopre una città fatta di insediamenti abitativi costituiti da casette in muratura e di baracche di lamiera e legno dove vivono in condizioni precarie nuclei familiari di immigrati provenienti da varie regioni. Paolo Di Nicola rappresenta una città che ancora oggi vive anche se con volti, colori e lingue diverse. Il racconto di padre Gerarde Lutte è il racconto di un parroco dei baraccati e della lotta per la casa. Di una Roma che non è mai sparita. Allontanato dai Salesiani per le sue battaglie a favore degli ultimi, alla Magliana fonda il Circolo di Cultura Proletaria, ottiene una cattedra di Psicologia dell’età evolutiva alla Sapienza e inizia a viaggiare in Nicaragua e Guatemala dove fonda il Movimento del giovani di strada. Il 10 luglio 2023 Gerard Lutte è morto proprio alla Magliana, a 94 anni, dopo oltre mezzo secolo trascorso al fianco degli ultimi.
Massimiliano Cacciotti, Emanuele Giacopetti e Marco Veruggio sono invece, rispettivamente, autori e il curatore del longform multimediale “Amazoniade, un anno nel magazzino di Passo Corese” di PuntoCritico.info. Massimiliano Cacciotti, giornalista romano, Emanuele Giacopetti, operaio e illustratore genovese abituato a prestare la sua matita ai temi sociali, Marco Veruggio editore di PuntoCritico.info per aver raccontato il sistema Amazon dall’interno con le mani di un operaio e gli occhi di un reporter che per un anno ha vissuto e lavorato nel grande magazzino di Passo Corese. “Amazoniade” è una rappresentazione dell’occupazione e del precariato attuale. Il longform vuole essere uno spaccato dell’evoluzione del mercato del lavoro sempre meno qualificato e governato da regole aziendali che trovano sempre meno riscontro nei contratti collettivi.
Ugo Roffi, Ludovica Schiaroli e Leila Maiocco autori e protagonista del documentario “Franco Sartori, la città possibile Franco Sartori – la Città possibile” realizzato da un’idea di Luca Borzani e Antonio Caminito.
Il sindacato che esce dalla fabbrica e che lavora per il territorio: un nuovo modo di fare sindacato che cerca di conciliare il lavoro e la tutela dell’ambiente. Il docufilm “Franco Sartori – La città possibile” racconta le trasformazioni del ponente genovese tra gli anni Ottanta e Novanta attraverso l’impegno sindacale e politico di Franco Sartori, responsabile in quel periodo della camera del Ponente. Ma il racconto del sindacato nuovo inventato da Sartori travalica i confini territoriali e temporali profilando una inevitabile evoluzione di un sindacato moderno. La città possibile immaginata dal sindacalista è quella che non consuma il territorio, crea una alleanza con il Comitato ambiente delle donne di Cornigliano, che trova “casa” nel centro civico di Leila Maiocco, mette al centro lo sviluppo sostenibile, investe sui nuovi lavori, sui nuovi saperi, vede le contraddizioni non come ostacoli ma come risorse.
Per l’informazione sociale i riconoscimento vanno a Giammarco Sicuro inviato Rai, inviato del Tg2, per il suo impegno nel racconto difficile della guerra in Ucraina e in Medio Oriente per questa ragione finito sotto tiro di un sito propagandistico filo russo con insulti e minacce con un fotomontaggio fake. E, per aver dimostrato invece l’importanza del racconto sul campo, unico antidoto alle fake news e alla propaganda che incessantemente prova ad avvelenare l’informazione. Per essere autore di servizi sociali e promotore di campagne solidali al fianco dei bambini e degli indifesi.
Tiziana Barillà e Fabio Itri per BIZZÒLO. Bizzòlo è il periodico liberatorio edito dal Lavoratorio dell’associazione More -un laboratorio di idee e spazio di lavoro condiviso- con testi di Tiziana Barillà e fotografie di Fabio Itri. Giornalista e un fotografo. Sono meridionali, vivono a Reggio Calabria e sentono l’esigenza di raccontare il Meridione attraverso il loro immaginario: “da un bizzòlo “- spiegano loro stessi facendo riferimento all’espressione reggina che indica lo scalino appena fuori dall’uscio – “Lo spazio che da secoli (da queste parti) è sinonimo di condivisione, di scambio di opinioni ed esperienze. Una specie di piccola agorà di periferia, lontana dai palazzi di potere”. La loro è una sfida che si incrocia anche con la crisi dell’informazione di carta e cerca nuove strade e alternative. Da qui l’idea di coniugare la “lentezza” della carta con la prossimità della rete. Di usare il web per comunicare e un foglio per raccontare.
Gianni Tassi, già segretario Stampa Romana Viterbo, come fotografo freelance poi da dipendente professionista racconta la cronaca di anni drammatici per la storia italiana con il quotidiano “Il Messaggero”. Il lavoro lo ha portato in varie parti del mondo a documentare gli effetti della guerra e della povertà: dalla Bosnia all’Iraq alla Palestina fino all’Etiopia. Per molti anni è stato il referente sindacale di Stampa Romana e punto di riferimento per tanti giornalisti del viterbese continuando a sostenere l’importanza di una stampa indipendente.
Alessia Marani cronista Messaggero: da oltre venticinque anni racconta fatti e misfatti della capitale. Come cronista si è occupata con determinazione di importanti inchieste e di gravi episodi di cronaca nera. Vicende spesso dolorose che hanno fatto emergere malesseri nascosti della nostra società e di una città dove crescono contrasti e diseguaglianze. Ma soprattutto è riuscita sempre a raccontarli con umanità, senza mai dimenticare il rispetto che si deve per tutte le persone.
Per Arte e impegno sarà premiato Toni Garbasso per Rivoluzione Vedova. Toni Garbasso è un artista poliedrico che non smette di meravigliarci per la sua ricerca continua di nuove forme d’espressione. Originalità e intuizioni che ha utilizzato per comunicare il senso di una Mostra reale a un visitatore virtuale. Un messaggio che conia e approfondisce per mezzo della traduzione digitale. Il suo lavoro sulla mostra di Emilio Vedova a Venezia è la tangibile riprova dall’aspirazione di un artista in continua evoluzione.
Per impegno e memoria Calcata 4.0 premia Vincenzo Vita presidente Aamod, Archivio Audivisivo Movimento Operaio Democratico e garante dell’Associazione Articolo 21. Vincenzo Vita è un instancabile difensore della libertà d’espressione in tutte le sue forme. Giornalista, già parlamentare, scrive per “il Manifesto”. È stato docente all’Università di Sassari nel corso di laurea in Scienza della comunicazione e giornalismo. È presidente della Fondazione Archivio audiovisivo del Movimento operaio e democratico. Il suo impegno ha messo al centro dell’azione politica e civile la libertà e il diritto dei cittadini di essere informati correttamente.
Emidio D’Amato è invece autore del libro e della ricerca storica su Epimedio Liberi partigiano e martire delle Fosse Ardeatine: autore del libro “Un uomo, un universo- storia di Epimenio Liberi vittima delle Fosse Ardeatine”. Una ricerca che ha ripercorso -attraverso testimonianze e documenti- la vita di Epimenio Liberi, la famiglia, gli amori, le amicizie, la adesione al Partito d’Azione e le vicende che lo condussero alla tragica morte alle Fosse Ardeatine.
Un riconoscimento per l’impegno civile va a Fatima Celikchan esule curda impegnata nel tenere accesa l’attenzione sulla tragedia del popolo curdo. Da esule il suo cuore e i suoi pensieri sono rivolti ai propri cari che subiscono violenze e la privazione della libertà personale e a tutti i connazionali che lottano per la libertà contro il regime turco.
Eugenia Nicolosi autrice di “Patriarcato for dummies” è invece un’attivista femminista e del movimento Lgbtqia+. Ha portato il suo impegno nel campo del giornalismo e della letteratura. Al fianco delle lotta di diverse associazioni e organizzazioni che promuovono la parità di genere e la parità di diritti. Per la divulgazione attraverso i social media, pubblicazioni e festival dedicati alla comunicazione, all’inclusione e all’empowerment femminile. È nella segreteria nazionale di Gaynet e collabora con Giulia- Giornaliste unite libere e autonome, Non una di meno e con la Rete donne transfemminista di Arcigay.
Cecilia Brighi segretaria dell’associazione Italia-Birmania insieme, da anni è impegnata nella battaglia per spezzare la cortina di silenzio e l’indifferenza che avvolge il dramma del popolo birmano. Con un lavoro di contro informazione denuncia la giunta militare illegalmente al potere in Myanmar che da tre anni con grandissima violenza imprigiona e uccide la cittadinanza, attacca le istituzioni democratiche, uccide sindacalisti e intellettuali, bombarda e distrugge villaggi e luoghi di culto.
Paolo Piacentini scrittore e promotore del “turismo lento” da più di trent’anni, promuove il turismo lento in Italia. Si occupa di trekking, nel 2009 scrive il “Manifesto del camminare”, documento che ha portato alla nascita di Federtrek che ha come missione far crescere la consapevolezza di quanto camminare contribuisca al benessere individuale e collettivo. Scrittore, editore, professore, è considerato il custode e cantore della Natura italiana per eccellenza. In particolare, un giusto ringraziamento va al considerevole apporto dato alla promozione dell’agro Falisco in questi due anni
Massimo Bonelli docente e dirigente scolastico ha aperto le porte della scuola alle arti tutte, in particolare modo alla musica lirica, facendo così avvicinare studenti adolescenti al mondo del teatro. Per l’enorme sforzo fatto per rendere sempre più “accogliente” la sua scuola, cercando di rendere reale quella scuola
inclusiva da tanti sognata e idealizzata
ELETT.RI.TV Elettriche Risonanze della Valle del Tevere, la rete libera che dà spazio alla musica originale e alla memoria attiva. Una esperienza libertaria per fare informazione video dal basso dando spazio agli artisti e al racconto delle lotte sociali e politiche legate al territorio.
Domenica 19 novembre nella Sala Granarone a Calcata Vecchia
Calcata 4.0, domenica 19 novembre ore 15, si trasferisce nella Sala Granarone a Calcata Vecchia
Un premio speciale è dedicato al ricordo di Riccardo Laganà per impegno e per il suo attivismo per la tutela dei valori fondanti del Servizio pubblico radiotelevisivo. Per il senso collaborativo che lo ha visto disponibile con diversi movimenti e associazioni tra le quali Articolo 21, Move On Italia, Associazione Stampa Romana, Libertà e Giustizia, Appello Donne e Media, Assoprovider, Libera Cittadinanza, Net Left.
Per il suo volontariato nel campo della tutela e della salvaguardia degli animali e dell’ambiente dedicandosi, in particolare, anche alla formazione e agli aspetti divulgativi per lo sviluppo di una cultura del rispetto di animali e ambiente.

Altro riconoscimento per l’impegno politico e civile va a Luciana Castellina, protagonista di tante lotte e storie del movimento operaio. Per la sua strenua e infaticabile partecipazione alle battaglie pacifiste e internazionaliste dalla secondo metà del Novecento e di questi vent’anni del ventunesimo secolo.
Per il suo esempio di donna in politica, nelle istituzioni italiane ed europee che ha ottenuto e continua ad ottenere grande rispetto per i principi che hanno ispirato le sue idee e per la coerenza delle sue scelte.

Tra gli ospiti premiati anche Mimmo Lucano che è stato un protagonista dell’accoglienza. “Nella politica riassume il concetto dell’ospitalità e dei rapporti tra esseri umani come fattore di rilievo. Nell’aver riqualificato il borgo di Riace e fondato il Villaggio Globale, basato sul lavoro di migranti/rifugiati e delle famiglie riacesi sperimentando la convivenza di persone con usi, costumi e religioni diverse e per avere realizzato laboratori artigianali e piccole attività commerciali. Per aver contrastato la criminalità organizzata attraverso politiche pubbliche e sociali”. Sarà anche proiettato un docufilm su Riace.

Altro riconoscimento a Mauro Biani che ogni giorno con i suoi disegni e illustrazioni satiriche racconta e mostra le grandi tragedie e le terribili ingiustizie che colpiscono le persone più fragili e indifese della nostra società, come gli immigrati, gli sfruttati di un un sistema economico spietato e i morti delle guerre e dei conflitti perenni. “Le sue illustrazioni danno vita anche a un manifesto di una umanità che non si arrende, che non smette di lottare per la pace, per la giustizia, contro dittature e fascismi”.

Giovanni Russo Spena, da oltre 50 anni protagonista delle lotte per i diritti e contro le ingiustizie nel nostro Paese e nel Mondo. Da attivista politico della sinistra, dentro e fuori il Parlamento, ha dato voce ai grandi conflitti sociali ascoltando le istanze dei movimenti spontanei che hanno segnato la vita politica, sociale e culturale della nostra società. Da giurista non ha mai smesso di lottare per la difesa dei diritti civili e umani.
Gianpiero Cioffredi che dell’impegno civile Gianpiero Cioffredi ne ha fatto la sua ragione di vita costruendo anticorpi sociali per contrastare illegalità e mafie. L’impegno sul fronte della lotta alla criminalità organizzata lo ha visto in prima linea nella denuncia pubblica dei poteri politici ed economici controllati dalle mafie, troppo spesso volutamente sottovalutati dalla Politica. La restituzione alla comunità dei beni sottratti ai clan è diventata l’azione più importante per riaffermare un concetto di legalità che è inscindibile dal rispetto della giustizia sociale
Per il giornalismo sociale Calcata 4.0 premia Margherita Costa per l’attenzione rivolta da giornalista e videomaker alle sofferenze e alle grandi ingiustizie sociali. In modo particolare nei suoi servizi racconta con umanità il dramma e lo sfruttamento dell’immigrazione. La lotta contro le discriminazioni e violenze di genere.
Gabriele D’Angelo, giornalista videomaker è particolamtene attento alle tematiche del carcere, della sanità e dei diritti civili e ambiente. Con i suoi approfondimenti riesce ad accendere fari su questioni spesso snobbate dai media portando gli occhi dei lettori dentro le prigioni e all’interno dei centri per il rimpatrio degli immigrati raccontandoci storie varie di umanità negata.
Simona Berterame come videoreporter propone la narrazione di grandi tragedie e conflitti, come quello in Ucraina, partendo dalle singole storie delle persone che li vivono sopra la propria pelle. La sua attenzione è rivolta sempre al rispetto della dignità umana e delle vittime di fatti di cronaca. Con questa impostazione propone un modo di fare giornalismo che non cede alla retorica e alla spettacolarizzazione dei drammi quotidiani.
Il premio Calcata 4.0, organizzato della ‘Rete NoBavaglio – Liberi di essere informati’ con il patrocinio del Comune di Calcata, nasce nel 2019 da un progetto condiviso da diverse personalità del giornalismo, della cultura ( tra le quali l’architetto Paolo Portoghesi ) e da rappresentanti dell’associazionismo – vuole valorizzare una narrazione, lontana dai soliti stereotipi emergenziali, per raccontare realtà sociali, conflitti internazionali, immigrazione, nuove povertà, esperienze di mutualismo e di opposizione alle nuove forme di autoritarismo. Per la selezione dei lavori è stata creata un’apposita giuria formata da esperti del settore e da personalità della cultura e del mondo dell’associazionismo tra cui: Sandra Pandolfi sindaca di Calcata. Vanessa Losurdo Rete NoBavaglio Viterbo, Claudio Pisani artista, Elisabetta Portoghese direttrice artistica Castelnuovo Fotografia, Linda di Benedetto giornalista Panorama, Ugo Baldi giornalista Il Messaggero, Cristina Pantaleoni responsabile di ‘GVpress – Associazione italiana dei giornalisti-videomaker’,Famiano Crucianelli presidente Bio distretto della Via Amerina, Ivano Maiorella direttore Giornale Radio Sociale, Roberto Pagano giornalista Forum Terzo Settore del Lazio, Alessia Marani giornalista Il Messaggero, Roberto Monteforte giornalista, Vincenzo Vita direttore Archivio Audiovisivo Movimento del Operaio-AAMOD, Clara Habte, giornalista Rete NoBavaglio e Villaggio della Pace, Claudio Pelagallo giornalista RNB e direttore di In Libera Uscita, Ettore Muffo presidente Sezione Anpi Carla Capponi Civita Castellana, Linda Ciarrocca segretaria dello Spi Cgil Valle del Tevere, Juri Cavalieri Rete NoBavaglio Viterbo, Lucilla Ciuchi, Soci Coop,Leandro Palestini giornalista e critico televisivo, Rosario Coco giornalista Gay Net, Stefania Pomante segretaria generale della Cgil di Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo, Manolo Luppichini reporter, regista e autore televisivo, Miranda Perinelli segretaria generale dello Spi-Cgil di Viterbo, Civitavecchia e Roma Nord, Franca Giacomini presidente della Sezione Teresa Noce Fiano Romano, Chiara Polcaro segretaria della Sezione Giacomo Matteotti Flaminia-Tiberina, Aldo Galli presidente della Sezione Giacomo Matteotti Flaminia-Tiberina, Andrea Bernabeo giornalista Metro.
Del Comitato promotore fanno parte: Rete NoBavaglio – Liberi di essere informati; Rete NoBavaglio Viterbo-Tuscia; Comune di Calcata, Sezione Anpi Carla Capponi di Civita Castellana; Civitonica; Associazione Stampa Viterbo; Bio-distretto della Via Amerina e delle Forre; Archivio audovisivo del Movimento Operaio; Anpi Sezione Giacomo Matteotti Flaminia-Tiberina, Anpi Sezione Teresa Noce Fiano Romano; Spi Cgil Lega Valle del Tevere; Spi Cgil di Civita Castellana; Cgil Civitavecchia Roma Nord Viterbo; GvPress, Radio Giornale Sociale; Castelnuovo Fotografia; Soci Coop.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-11-04 21:23:18 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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