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Albenga. Più volte quando si parla dei bianconeri si evidenzia il concetto di “anno zero“. Con una società guidata da un nuovo presidente, composta da facce note in zona ed altre novità.
Ma il cambiamento più prorompente potrebbe farlo il settore giovanile, che avrà alla guida una figura dall’esperienza professionistica come quella dell’ex bomber del Savona Francesco Virdis. Fino allo scorso anno militante all’interno dell’Asti, ha avviato il suo percorso dirigenziale dopo un infortunio fatale per il proseguimento di carriera. Poi la chiamata Marco Ferrante e Santi Cosenza a coinvolgerlo in un progetto che sta per iniziare con i primi eventi ufficiali.
Francesco, cosa vi siete detti alle prime riunioni?
Abbiamo fatto una chiacchierata per capire il progetto e devo dire che mi è sembrato valido sin da subito. Era ciò che volevo fare dopo l’interruzione della carriera da giocatore. Siamo una società nuova e questo è un anno zero per tutti. Tolti i primi giorni d’ambientamento, siamo dovuti partire subito forte visto che il settore giovanile è una parte fondamentale per una società. C’è tanto lavoro da fare e ci poniamo obiettivi nel giro di due/tre anni per cercare di avere molti bambini, raccogliendo il bacino d’utenza attorno ad Albenga, alzando sempre più la qualità. Si tratta di un percorso lungo ed occorre individuare le persone giuste, speriamo di ottenere dei risultati.
Come puoi giudicare la partenza della programmazione?
Siamo abbastanza contenti ma, attualmente, non abbiamo una partecipazione così grande come ci si potrebbe aspettare da una città come Albenga. Faremo tutte le leve, con i 2009 due squadre, ma potremmo avere numeri superiori. Starà a noi lavorare molto bene per aumentarli.
Com’è il rapporto con la nuova proprietà?
Ottimo perché l’Albenga è vista un po’ come fosse una famiglia. Non ho nulla di cui lamentarmi, sono molto contento del rapporto con il presidente, con Ferrante e tutti gli altri componenti societari. La prima impressione ai primi contatti si è confermata fino ad adesso. Credo sia una buona base per raggiungere dei risultati, con una squadra dirigenziale che lavora in gruppo molto bene.
Hai avuto modo di vedere al lavoro la Prima Squadra?
Ho visto qualche spezzone di amichevole e allenamenti. La squadra è pressoché rifondata e servirà di tempo per creare dei buoni automatismi. Credo che il mister abbia la competenza e l’esperienza per far si che questo succeda.
Per quale motivo un genitore dovrebbe scegliere l’Albenga come futuro sportivo del proprio figlio/a?
Questa è la prima domanda che ci siamo fatti quando abbiamo iniziato. La risposta è molto semplice: noi abbiamo dato delle linee, tecniche e comportamentale, e così pensiamo di partecipare all’educazione e alla formazione calcistica. Sono state messe persone valide a disposizione dei ragazzi. L’obiettivo principale non è il risultato ma il miglioramento del singolo, provando a portare i ragazzi un giorno in Prima Squadra. Credo che siamo nella strada giusta.
Pensi che resterai in bianconero per diverso tempo?
Non voglio cadere in nessun tipo di giuramento, però ad oggi nell’Albenga vedo un progetto a lungo termine con dei valori e delle certezze. Mi era stato descritto in questo modo. Il lavoro, ripeto, sarà tanto ma è normale quando si hanno degli obiettivi importanti. Speriamo ci vengano riconosciute le dovute competenze.
I tifosi del Savona si ricordano molto bene delle tue gesta in biancoblù. Hai sottoscritto la tessera sostenitore del nuovo Città di Savona, pensi possa rappresentare un nuovo progetto di rilancio all’interno del calcio dilettantistico?
Sono contento di questa nuova realtà all’interno della quale ne conosco personalmente i principali precursori. Sono tutte persone affidabili che stimo molto e mi sembra che abbiano le idee chiare per poter fare delle ottime cosa. Per il logo si entra in situazioni legali delle quali non riesco a trovare una risposta. Però suppongo che i tifosi ci tengano particolarmente, sarebbe importante per la squadra e tutta la città. Ma non ho dubbi che si proverà a trovare una soluzione a questo problema.
Ma qual è l’obiettivo dirigenziale di Francesco Virdis dopo aver svolto una carriera da calciatore ad ottimi livelli?
Sono sempre stata una persona abbastanza umile. Quello che ho fatto da calciatore fa parte del passato, per me inizia un nuovo capitolo nel quale ho da dimostrare tutto. Una sfida molto stimolante che sono contento di affrontare. L’obiettivo è quello di migliorare il più possibile ciò che abbiamo. Nel momento in cui vedrò dei ragazzi dell’Albenga andare in Prima Squadra, oppure giocare in squadre professionistiche, sarà un momento di grande soddisfazione personale.
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