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Albenga. Sconfitta esterna per la Fezzanese, avversaria ostica che nonostante il risultato negativo è riuscita quantomeno a preoccupare i sostenitori ingauni. Partita bloccata per quasi tutti i 90 minuti e giocata perlopiù a centrocampo, solamente qualche occasione sparsa, da ambo i lati, ha preoccupato o quasi fatto gioire i molti tifosi accorsi sui gradoni del Riva. Come nella maggior parte di questi match, solamente una giocata, un’intuizione può di solito modificare le sorti e il corso della gara, non come pensava però la squadra di Rollo: il destro potente di Venneri, innescato a 30 metri dalla porta, lascia di sasso tutta la panchina ospite e gela parzialmente i giocatori di Rolla.
Nonostante questo, la squadra biancoverde non ha mollato un centimetro, credendoci fino all’ultimo: “Il primo tempo è stato totalmente equilibrato, sapevamo di aver davanti comunque un’ottima squadra capace molto bene a limitare le linee di passaggio. Abbiamo preparato questo incontro cercando di sfruttare le linee di passaggio, è stata la fase dove abbiamo operato peggio: sono mancate lucidità e personalità. Nel secondo tempo, dopo il gol, mi è piaciuta la reazione dei miei ragazzi. Ci manca la cattiveria sottoporta, non siamo riusciti a ribadire il pallone in rete, io questo in certe altre squadre la vedo”.
Se la partita fosse finita in pareggio, non sarebbe comunque stato un risultato bugiardo: “L’Albenga gioca questi tipi di partita, molto attenta in fase difensiva e capitalizza quelle poche occasioni che riesce a creare. Oggi siamo un pochino amareggiati, oggi abbiamo giocato bene nonostante fossimo fuori dimora, manca sempre la finalizzazione e anche un pizzico di fortuna”.
La Fezzanese è inoltre scesa in campo con molti under, coraggioso per il calcio di oggi che punta soprattutto nei più esperti. Secondo il mister qualcuno potrebbe aver risentito di questo: “Abbiamo una squadra molto giovane, soprattutto nel reparto offensivo. C’è da lavorare molto, probabilmente l’ambiente potrebbe aver influito in qualcuno e su alcune giocate, in dimora abbiamo una manovra più fluida. Noi dobbiamo solo pensare a lavorare, i ragazzi hanno tutto il futuro davanti a loro. Rigore? Ero troppo lontano, non mi piace basarmi o giustificarmi per le scelte arbitrali”.
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