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BARI – «Tornare al San Nicola sarà un’emozione incredibile: Bari ha un posto speciale nel mio cuore». Luca Ceppitelli sarà un ex davvero molto speciale del match che sabato vedrà i biancorossi impegnati contro la Feralpisalò. Il 34enne difensore umbro originario di Castiglione del Lago milita ora nel club lombardo, ma il suo passato con i Galletti resta indelebile: 103 presenze e 11 reti lo score accumulato in tre campionati dal 2011 al 2014) scanditi da mille traversie.
Dalle penalizzazioni continue a causa della crisi societaria cominciata sul finire dell’era Matarrese, ai riverberi del calcio scommesse fino al fallimento del maro 2014 che diede origine alla «meravigliosa stagione fallimentare», conclusa ad un passo dalla serie A. Non ci arrivarono i pugliesi (superati in una contestatissima semifinale playoff contro il Latina), ma il centrale perugino conquistò le attenzioni del massimo palcoscenico sbarcando al Cagliari di cui è diventato bandiera per otto anni. Quindi, l’esperienza dello scorso anno a Venezia prima di sbarcare a Salò. «“Sarà la terza volta che affronto il Bari da avversario al San Nicola (gli è già accaduto con il Cagliari nel 2016 e con il Venezia nell’ultimo torneo, ndc) e non cambio idea: non sarà mai una partita come le altre. Perché parliamo di una città nella quale davvero ho intessuto legami fortissimi», ricorda Ceppitelli.
Qual è il ricordo più indelebile dei suoi tre anni con i Galletti?
«Innanzitutto, parliamo del club che ha dato la svolta alla mia carriera. Sul piano professionale, sarò sempre grato al Bari e al direttore sportivo Guido Angelozzi che mi pescò in C dall’Andria e mi lanciò in un’altra dimensione. Diciamo che non c’è un momento particolare che porto con me perché è stata l’intera esperienza a rivelarsi unica, soprattutto sul piano umano. Abbiamo vissuto situazioni drammatica, sfiorando spesso l’incertezza del domani per vie delle vicende societarie, ma trovavamo comunque la forza di reagire in campo centrando una crescita esponenziale che avrebbe meritato di culminare con la promozione. Pur, tra mille difficoltà, quella squadra era stata costruita con raziocinio un pezzo per volta e nel 2013-14 arrivammo davvero a giocare a memoria: è vero, l’unione che si creò con la piazza in seguito al fallimento creò un clima speciale, ma resto convinto che il nostro lavoro pagò con quei tre mesi di altissimo rendimento in cui raggiungemmo prima i playoff partendo dalla zona bassa della classifica e poi la semifinale con il Latina. Il segreto era in uno spogliatoio di ferro: eravamo sempre insieme, in campo e fuori. È raro trovare una ventina di ragazzi con tante affinità come accadde a noi».
Del «suo» Bari c’è un superstite…
«Sì, è Bellomo. Nicola per me resta un valore: gioca con i colori della sua città, li sente sulla pelle. Che vada in campo o no, è uno di quei ragazzi in grado di trasferire ad un gruppo il valore di indossare la maglia biancorossa. Incredibile la sua carriera: ha girato l’Italia, ma è puntualmente riapprodato al Bari: non mollerà fin quando non sarà riuscito a realizzare il suo sogno…».
Veniamo all’attualità: affrontate il Bari che da una settimana ha cambiato allenatore. È un vantaggio o uno svantaggio?
«Non è una situazione che ci favorisce. Da un lato, è possibile che il Bari non abbia ancora assimilato i dettami e la metodologia del nuovo tecnico, ma dall’altro è facile immaginare una forte reazione sul piano psicologico sia per riscattare una prima parte di campionato al di sotto delle aspettative, sia perché quando si cambia allenatore inevitabilmente finiscono gli alibi per i calciatori che sono chiamati a dare qualcosa in più. E poi Iachini è un caratteriale: un tecnico esperto che sa dove mettere mano. Dobbiamo aspettarci un Bari aggressivo, ma nell’ultimo periodo ce la siamo giocata alla pari con tutti».
Chi teme di più nell’attacco biancorosso?
«Il Bari ha una rosa molto competitiva, costruita per obiettivi ambiziosi. Gente come Puscas, Menez o Sibilli coniuga tecnica individuale, estro, imprevedibilità, nonché una buona conoscenza della categoria. Sarà un confronto impegnativo, nel quale dovremo limitare al minimo gli errori».
Bari-Feralpisalò, scontro salvezza?
«Fatico a definirlo così. Il Bari è senza dubbio superiore alle compagini che lottano per non retrocedere, ma è pur vero che la B non ti perdona e la classifica attuale impone di doversi anche guardare le spalle. Però, i biancorossi si tireranno fuori dalla zona rischio: infilando qualche risultato utile, non è impossibile riagganciare i playoff. Per noi, invece, sicuramente è un match fondamentale sulla strada della permanenza».
Ceppitelli, a Bari la ricordano per il vizietto del gol. Come reagirebbe se segnasse al San Nicola?
«Devo dare tutto per la Feralpi che mi ha dato fiducia, questo è certo. Se capitasse un gol, però, penso sia doveroso rispettare il popolo biancorosso. Gol o no, pensiamo a giocare la nostra gara: sarà una sfida tanto complessa quanto affascinante».
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Leggi tutto l’articolo Calcio, riecco Ceppitelli: «Bari ha sempre un posto nel cuore»
www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2024-02-15 12:23:04 da
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