Carceri nelle ex caserme, l’idea del Ministro Nordio. La Piave di Albenga tra le ipotesi? Il sindaco: “Ad ora tutto fermo”

Carceri nelle ex caserme, l’idea del Ministro Nordio. La Piave di Albenga tra le ipotesi? Il sindaco: “Ad ora tutto fermo”


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Albenga. E’ di queste ore la proposta del Ministro Carlo Nordio che, dopo i suicidi avvenuti all’interno di diverse carceri, si è recato ieri in visita a Torino, dove ha lanciato la sua proposta: “trasferire nelle caserme dismesse i detenuti condannati in via definitiva a pene brevi e per reati che non destano allarme sociale”. 

E tra le varie ipotesi, considerato che già a partire dal prossimo mese di settembre il ministro darà il via ad una ricognizione delle caserme dismesse, è circolato anche il nome della caserma Piave di Albenga. Anche se, al momento, va specificato, nessun discorso concreto è ancora stato avviato. 

Ma è di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti e, di fatto, nella disponibilità dello Stato. In una situazione in cui peraltro da tempo si parla con insistenza dell’assenza di un carcere nel savonese, non appare una possibilità così remota. 

La “ricognizione” del ministro Nordio dovrebbe dare il via ad incontri tra l’amministrazione penitenziaria regionale e i referenti locali di demanio e ministero della Difesa. Un’accelerata che, nonostante le perplessità del ministro della difesa Crosetto circa “i tempi lunghi per l’adeguamento delle strutture in disuso”, lascia presagire che l’argomento terrà banco anche nei prossimi mesi. 

Per quanto riguarda Albenga, negli anni scorsi l’ex sindaco Giorgio Cangiano aveva commentato le idee portate avanti da Cassa Depositi e Prestiti sul recupero dell’area, che giace da tempo in stato di abbandono, dicendosi “pronto a lavorare a qualsiasi progetto serio e concreto per il rilancio e il recupero dell’ex caserma”, ma di fatto, poi, da allora nulla è cambiato e tutto è rimasto fermo. 

Sull’ipotesi Piave la redazione di IVG ha quindi contattato direttamente il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis che ha però stoppato le ipotesi, almeno per ora: “Ad ora è tutto fermo, attendiamo anche noi di conoscere gli eventuali sviluppi del progetto”. In ogni caso, per rendere agibile la struttura dismessa sarebbero necessari importanti lavori di ristrutturazione. 



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