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Come una fenice, risorge il Casale dei Cedrati nel cuore di Villa Pamphili. Sette anni dopo lo sgombero e cinque dopo la sentenza del Tar che dava ragione all’associazione, il centro culturale, sequestrato nel 2016 è pronto a rinascere. Il taglio del nastro si terrà domenica 19 novembre.
“Siamo felici di poter ripartire da dove eravamo rimasti, promuovendo arte, scienza e cultura intorno al tema dell’ambientalismo e del verde, tema oggi più importante di ieri – racconta con soddisfazione Giovanna Barni della Coopculture -. Sarà uno spazio per tutti: famiglie, giovani, associazioni e altri soggetti che vorranno collaborare promuovendo iniziative”.
Domenica alle 12 sarà inoltre inaugurata la mostra fotografica “Greenit” di Simone Cametti.
Il Casale dei Cedrati – un gioiello seicentesco incastonato nel terzo parco pubblico più grande di Roma – è stato restaurato nel 2001 dalla Sovrintendenza capitolina con i fondi del Giubileo dell’anno precedente, insieme ad altri edifici. Tutto sembrava pronto, ma qualcosa, nella a tratti kafkiana parabola del Casale, è andato storto, tanto che dalla ristrutturazione alla messa a bando sono passati 13 anni.
Dopo altri due anni di lungaggini burocratiche, nel dicembre 2015 l’associazione vincitrice dell’appalto, la società consortile ” Casale dei Cedrati” – un gruppo di donne di Monteverde – che lega Coopculture a Linea d’Arte, riesce finalmente ad avviare le attività: dai laboratori al punto ristoro, tra le serre e l’ampio spazio verde e ben curato, il Casale conquista il cuore dei cittadini. Ma solo due mesi più tardi, il sogno finisce: il Casale deve chiudere.
La polizia locale, infatti, dispone il sequestro dell’area nel 2016, per accertamenti, a causa di presunti abusi edilizi che il Tar due anni dopo smentirà con una sentenza che darò ragione al consorzio. Poi il silenzio di Comune, Sovrintendenza, e Municipio come risposta alle richieste di sedere ad un tavolo per parlare della riapertura. Intanto il Casale diventa facile preda di vandali e teppisti, il degrado e l’abbandono tornano a regnare sovrani.
Dopo 5 anni dalla sentenza è un post ad annunciare i lavori in corso, che compare ad agosto sulla pagina Facebook del consorzio. “Cinque lunghi anni di lentezze burocratiche e cause legali per poter raccontare una bella storia – lamenta la Barni, che continua – voglio raccontare i nostri trascorsi come associazione affinché anche gli altri possano sapere cosa vuol dire portare avanti iniziative del genere in questa città, e la forza che ci vuole. Un grazie va ai cittadini che ci hanno sostenuto in questa battaglia senza di loro forse non saremmo riusciti a portarla a termine”.
L’associazione ha deciso di non chiedere alcun risarcimento. “Abbiamo riportato in vita il Casale per la seconda volta, a spese nostre, anche se c’è ancora da fare dato dallo stato di completo abbandono in cui versava lo spazio fino a poco tempo fa”, conclude la presidentessa.
“La riapertura del Casale dei Cedrati, è un bellissimo evento per la città. Un luogo che può diventare un laboratorio di sostenibilità ambientale, a cominciare, ad esempio, dalla riattivazione delle sue serre. Continueremo ad accompagnare e sostenere l’attività del Consorzio di associazioni nella sua gestione, con l’obiettivo di rendere questo luogo speciale un vero bene comune per tutti i cittadini della Capitale”, dichiara Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-11-18 00:04:29 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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