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CERIGNOLA (FOGGIA) — Turni massacranti e carenza di personale all’origine dell’ennesimo caso che riaccende i riflettori sull’emergenza nei pronto soccorso pugliesi.
Al presidio ospedaliero “Tatarella” di Cerignola, un medico in servizio si è addormentato accanto a un paziente ricoverato, dopo ore di lavoro continuativo tra il 118 e l’emergenza ospedaliera.
Secondo le ricostruzioni, il professionista, esausto, si sarebbe accasciato nel pieno del turno notturno, lasciando di fatto il paziente temporaneamente senza assistenza.
L’uomo avrebbe accettato più turni ravvicinati, rispondendo agli avvisi pubblici dell’Asl predisposti per coprire le gravi carenze di organico, diventate croniche in particolare nel pronto soccorso.
«Purtroppo la mancanza di medici porta a queste situazioni limite, in cui turni scoperti vengono affidati anche a chi magari non è nelle condizioni di sostenerli», ha commentato Pierluigi De Paolis, presidente dell’Ordine dei medici di Foggia.
«Ogni medico di emergenza dovrebbe rispettare un tetto di 164 ore mensili, ma è fondamentale garantire anche i periodi fisiologici di riposo, che sono indispensabili per la salute e la sicurezza».
L’episodio ha spinto l’Asl di Foggia ad avviare accertamenti.
«La vicenda è stata presa in carico dalla direzione strategica, che ha ricevuto una relazione dal direttore del pronto soccorso — ha spiegato Antonio Nigri, direttore generale dell’azienda sanitaria —. Sono stati adottati provvedimenti sull’intero sistema e abbiamo avviato un percorso di verifica con il professionista e la sua famiglia per valutare il suo stato di salute».
Nigri ha riconosciuto che il caso è sintomo di un problema più ampio: «La carenza di organico riguarda anche noi, come il resto del Paese. Proprio in questi giorni abbiamo incontrato i sindacati del 118 per programmare l’estate, che sarà particolarmente delicata».
Il caso di Cerignola arriva in un momento in cui in tutta la Puglia — e in Italia — il sistema dell’emergenza-urgenza è messo a dura prova da carenze strutturali e da condizioni di lavoro considerate sempre più insostenibili dagli operatori sanitari.
Lo riporta quotidianodipuglia.it
www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-05-09 22:19:40 da Redazione
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