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ANCONA – «Creare le condizioni per costruire un reale confronto e dialogo tra scuola e territorio, senza lasciare i professori abbandonati a sé stessi. Lavorare a progetti mirati, di ascolto e di coordinamento tra dirigenti scolastici e rappresentanti delle istituzioni, per dare all’educazione un approccio più organico possibile» E poi «stanziare risorse mirate per i patti educativi di comunità e per l’edilizia scolastica». Di questo e di molto altro si è parlato nell’appuntamento “Scuola, pratiche educative e inclusione sociale”, coordinato dall’ex Garante dei diritti per i minori Andrea Nobili, oggi candidato consigliere regionale con Alleanza Verdi Sinistra che sostiene Matteo Ricci.
L’appuntamento si è tenuto in piazza del Crocifisso, agli Archi, al laboratorio politico “Il Punto” che funge da ufficio elettorale di Nobili. Assieme a lui, al tavolo dei relatori, il docente all’istituto Panzini di Senigallia e già responsabile del settore scuola della Cisl Cristiano Lassandari che è stato anche assessore del Comune Ancona. E quindi Betti Micciarelli, ex dirigente scolastica di Ancona, nota e apprezzata per il suo impegno in tema di inclusione. Con soddisfazione di tutti gli organizzatori, il pubblico ha partecipato attivamente all’appuntamento, intervenendo, facendo domande e scambiando opinioni con i tre relatori.
«La scuola – ha spiegato Andrea Nobili – si è ridotta a viaggiare a doppia velocità. Più spedita per gli studenti senza particolari complessità, lenta ed escludente per chi ha più difficoltà. E questo a causa anche di politiche regionali carenti sul profilo dell’attenzione sociale per i giovani, non più capace e, anzi, senza la volontà di ascoltare chi nel mondo dell’educazione è coinvolto tutti i giorni come dirigenti scolastici, insegnanti ed educatori». Tutto ciò quando invece «Abbiamo bisogno di una cabina di regia territoriale per monitorare e mettere a fuoco problemi e strategie, pena la dispersione scolastica e la povertà educativa. Un nuovo governo regionale può e deve lavorare a tutto questo, insieme alla tutela degli educatori professionali che operano nelle scuole, alla cura dell’edilizia scolastica e a tanto altro, per ridare nuovo slancio a un mondo, quello dell’educazione, sempre più isolato e trascurato».
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Lassandari ha ricordato quanto la scuola italiana sia vittima di una burocrazia elefantiaca che rende il lavoro degli insegnanti sempre più difficile da perseguire verso gli scopi educativi «mentre la scuola pubblica rimane un luogo speciale per il miracolo dell’inclusione, uno spazio dove i più giovani riescono con naturalezza ad abbattere le frontiere culturali».
Secondo Micciarelli invece «più che progetti isolati per la scuola, serve una nuova stagione del dialogo interterritoriali. Dai Cpt alla Regione, tutti devono ascoltare la scuola per capire di cosa c’è bisogno. Sono esperimenti questi che hanno sempre portato ottimi frutti».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-07-03 17:20:00 da

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