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“Checchina” e “femminella”: queste le parole che il sindaco di Camerota, Mario Scarpitta avrebbe rivolto al consigliere comunale, Giangaetano Petrillo, dopo la conclusione dei lavori consiliari e l’interruzione della diretta streaming. “Parole dispregiative, intrise di odio e violenza quelle che sono volate durante il consiglio comunale di Camerota. La solidarietà al consigliere Petrillo deve arrivare compatta da tutte le parti politiche. Se l’omofobia è grave anche come fatto privato, diventa ancora più inquietante se occupa le sedi di confronto politico. Per una democrazia matura come la nostra, si tratta di un episodio avvilente da cui prendere apertamente le distanze”. E’ quanto sostiene il senatore Ivan Scalfarotto, capogruppo di Italia Viva in Commissione Giustizia, esprimendo vicinanza al consigliere Petrillo. Secondo quanto riferito dai consiglieri di Camerota Impegno Comune, dunque, il sindaco avrebbe avuto un comportamento “gravemente lesivo del decoro istituzionale”, rivolgendosi con toni offensivi e discriminatori nei confronti di un componente dell’opposizione, Giangaetano Petrillo, suo ex vicesindaco.
La nota del Gruppo di Opposizione: Camerota Impegno Comune
Con profondo senso di responsabilità nei confronti della cittadinanza e della democrazia locale, ci troviamo costretti a denunciare pubblicamente un episodio gravissimo avvenuto al termine dell’ultimo Consiglio Comunale di Camerota, che non può e non deve passare sotto silenzio. Terminati i lavori consiliari, come documentato chiaramente dalle immagini della registrazione ufficiale, il Sindaco — figura che per mandato istituzionale dovrebbe rappresentare l’intera comunità con “disciplina e onore” (Art.54 della Costituzione Italiana) — ha richiesto all’operatore tecnico di interrompere la diretta streaming. Un gesto apparentemente ordinario, se non fosse che a quel punto il Primo Cittadino ha dato il peggio di sé, lasciandosi andare a una serie di gravi offese, intimidazioni e diffamazioni rivolte al gruppo di opposizione, in particolare al consigliere Petrillo. Le frasi utilizzate — “sei una checchina”, “allontanate da me questa femminella” — non solo offendono la dignità personale del consigliere preso di mira, ma veicolano un linguaggio apertamente omofobo, sessista e discriminatorio che mortifica il decoro dell’istituzione comunale, calpesta i principi costituzionali e rinnega il senso più profondo del mandato democratico.
Tali espressioni, oltre a essere indegne del ruolo istituzionale ricoperto, costituiscono un attacco personale e politico che tenta di zittire il dissenso, delegittimare l’opposizione e instillare paura in chi osa esercitare il proprio diritto di critica. È un comportamento che mina alla radice il confronto democratico, in un contesto in cui invece dovrebbero prevalere dialogo, rispetto delle differenze e senso delle istituzioni. Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesima manifestazione di un atteggiamento autoritario e offensivo che il Sindaco sta sempre più spesso adottando nei confronti di chi non si allinea alle sue posizioni. Un linguaggio violento che rischia di legittimare l’odio e la discriminazione, e che deve essere condannato con forza da tutte le forze democratiche, dentro e fuori il Consiglio Comunale. Chiediamo al Sindaco di Camerota di assumersi pubblicamente la responsabilità delle sue parole, di porgere le dovute scuse al consigliere Petrillo e all’intero gruppo di opposizione. Alla cittadinanza diciamo con chiarezza: non arretreremo di un passo. Questi atteggiamenti non ci scalfiscono, e non limitano l’attività per la quale i cittadini di Camerota ci hanno votati. Pretendiamo, altresì, con forza e esigiamo che si ripristini un senso di decoro e di rispetto all’interno dei luoghi istituzionali nei quali siamo chiamati a rappresentare anche le differenze e a svolgere il ruolo che ci compete. Continueremo a esercitare con fermezza e trasparenza il nostro ruolo di controllo, proposta e opposizione, con la consapevolezza che la democrazia non è fatta solo di numeri in aula, ma anche – e soprattutto – di rispetto, civiltà e legalità. Perché Camerota merita di più. Merita un’amministrazione che non abbia paura delle critiche, che non insulti chi la pensa diversamente, e che sappia accettare il confronto come ricchezza. Camerota non merita atteggiamenti di censura. Ringraziamo pubblicamente tutti i cittadini e le cittadine che in queste ore ci stanno facendo arrivare la loro solidarietà: questo ci da ancora più forza nella nostra azione di controllo e denuncia di atti amministrativi che stanno gravemente danneggiando il comune di Camerota.
La replica del sindaco Scarpitta
In merito alla nota diffusa dal gruppo consiliare di opposizione “Camerota – Impegno Comune”, ritengo necessario, nel rispetto dei cittadini e dell’Istituzione che rappresento, offrire un chiarimento netto e trasparente. Le accuse rivolte alla mia persona sono infondate, gravemente lesive e costruite su una ricostruzione volutamente distorta dei fatti. Non ho mai pronunciato espressioni omofobe, sessiste o discriminatorie. Tali affermazioni non mi appartengono chi mi conosce sa bene quanto io abbia sempre agito nel rispetto della persona, e dei valori dell’inclusione. A ulteriore conferma di ciò, va sottolineato che il consigliere che oggi si dichiara offeso in aula è la stessa persona che io stesso, da sindaco, ho voluto nominare vicesindaco all’inizio del mandato. Una scelta condivisa con tutta la maggioranza, che ha sempre seguito una linea di rotazione tra le frazioni del territorio, così come stabilito già in fase di campagna elettorale. Non si è trattato dunque di una rimozione, ma dell’attuazione di un principio politico trasparente, volto a garantire equa rappresentanza a tutte le comunità del nostro Comune. In merito alla trasmissione in diretta del Consiglio comunale, è intervenuta una precisazione fondamentale: come riportato pubblicamente dalla testata Licusati Live, incaricata della registrazione video, non sono stato io a ordinare lo spegnimento della telecamera. È stato l’operatore stesso a domandare se la seduta fosse conclusa e, ricevuta conferma, ha interrotto la diretta come da prassi consolidata. Le immagini mostrano chiaramente che i presenti stavano lasciando i posti. Parlare di censura, quindi, è semplicemente falso. Dispiace constatare che, come spesso accade, anche in questa occasione molte persone si siano già schierate sui social senza essere state presenti in aula, senza conoscere i fatti e basandosi esclusivamente su una versione parziale e strumentale. La verità, però, non si costruisce con le polemiche online, ma con i fatti e con il senso di responsabilità. Trovo inaccettabile che si sfruttino dinamiche interne al confronto politico per lanciare campagne diffamatorie e delegittimanti. Il Consiglio comunale deve essere luogo di dibattito, anche acceso, ma sempre nel rispetto della verità. Chi usa parole come “odio” e “intimidazione” per screditare l’avversario mostra una pericolosa deriva del ruolo istituzionale che ricopre. Da parte mia, continuerò a lavorare per Camerota, con serietà, impegno e senso delle Istituzioni. I cittadini meritano fatti, non teatrini.
www.salernotoday.it è stato pubblicato il 2025-05-30 10:45:40 da
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