“Coc aperto con due ore di ritardo”

“Coc aperto con due ore di ritardo”


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“Coc aperto con due ore di ritardo”

ANCONA – Dopo 11 anni è partito ieri, al tribunale dell’Aquila, il processo per l’alluvione di Senigallia, quella del 3 maggio 2014, dove sono imputate otto persone per inondazione colposa (l’unico reato ancora non prescritto). Un procedimento che ha visto diversi rinvii e anche un cambio di tribunale perché tra gli alluvionati danneggiati c’era un magistrato di Ancona. Il primo teste dell’accusa ad essere sentito è stato il colonnello Simone Cecchini, all’epoca comandante del Nucleo Investigativo di polizia Ambientale ed Agroalimentare dei carabinieri forestali di Ancona, che condusse le indagini. Una testimonianza durata quasi otto ore dove è emerso che il Coc, il centro operativo comunale, quello predisposto a gestire le attività per contrastare le emergenze, è stato aperto con due ore e mezza di ritardo “alle 7.45 è arrivato un operaio addetto alla protezione civile” ha osservato Cecchini, mentre il sindaco di allora, Maurizio Mangialardi, “è arrivato alle 8.44”. L’ultimo componente è arrivato addirittura a mezzogiorno, con la città già piena di acqua e fango e la prima vittima accertata, Aldo Cicetti (ce ne furono altre tre ma non nell’immediatezza dei fatti).

Stando alla relazione del comandate Cecchini è emerso che sui componenti del Coc, fatto di nove persone, tre erano andate in pensione e le nomine erano ferme al 2002. Su nove funzioni ben cinque erano delegate a due persone di cui però una era in vacanza e l’altra non sapeva che doveva sostituirla. Sulla base delle procedure “il Coc doveva aprire alle 5.20, la soglia di attenzione per la fase di preallarme che era stata già raggiunta per il superamento degli argini da parte del fiume”, ha spiegato il colonnello. Nessuno però avrebbe guardato la soglia del Misa. “Fa male quanto riferito dal colonnello Cecchini – ha commentato l’avvocato Corrado Canafoglia, che rappresenta 395 parti civili tra familiari dei quattro morti, danneggiati e attività e anche l’Unione Nazionale Consumatori – perché sono fatti conosciuti dal sottoscritto e dal coordinamento alluvionati nell’ambito delle indagini difensive svolte. Ora la verità sta iniziando ad emergere”. Prossima udienza il 3 luglio. Le udienze a L’Aquila sono state calendarizzate fino a maggio del 2026 quando dovrebbe arrivare la sentenza.

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-04-23 08:00:14 da


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