CONSIGLIO, BATTAGLIA SU RETE OSPEDALIERA: OSTRUZIONISMO OPPOSIZIONI, MAGGIORANZA HA PRONTA TAGLIOLA


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L’AQUILA – Si annuncia battaglia oggi in consiglio regionale, convocato per le 11 sulla approvazione della nuova rete ospedaliera regionale, un atto di programmazione a lungo atteso, che ridefinisce i ruoli e funzioni dei nosocomi abruzzesi, e che rimanda di 36 mesi la scelta più difficile, quella di individuare l’hub di secondo livello, con tutte le specializzazioni.

Le opposizioni di centrosinistra e M5s lamentano il fatto che molti ospedali ci rimetteranno,  e saranno penalizzate le aree interne e hanno pronto un corposo pacchetto di emendamenti che saranno branditi per indurre la maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio ad approvare modifiche proposte dalla minoranza. Ma la maggioranza potrebbe anche decidere per l’atto di forza facendo scattare la regola della “tagliola”, che di fatto disinnesca gli emendamenti ostruzionistici, abbattendone il numero e contingentando i tempi di discussione.

Nel pomeriggio in giunta arriverà anche la manovra finanziaria, che dovrebbe avere una consistenza di 6 miliardi di euro, e che la maggioranza di centrodestra intende approvare non oltre il 27 dicembre.

Ad inizio settembre, il Comitato Lea del Ministero della Salute ha trasmesso il verbale di approvazione del piano di reingegnerizzazione della rete ospedaliera abruzzese, a due anni dall’adozione della prima delibera di giunta su proposta dell’assessore regionale alla Salute, Nicolettà Verì, approvata a luglio 2021.

La nuova rete ospedaliera non prevede per ora un ospedale di secondo livello come previsto dai rigidi criteri del decreto 70 del ministro Beatrice Lorenzin, con tutte le specializzazioni, ma solo con un bacino di 500 mila abitanti. E in Abruzzo è stato questo il nodo irrisolto per anni, perchè nessun ospedale in Abruzzo può avere le caratteristiche e le specialità proprie di un ospedale di secondo livello. La precedente giunta aveva pensato ad un hub di secondo livello tra Chieti e Pescara e, in maniera molto vaga, tra L’Aquila e Teramo.

E così la rete progettata in primis dal direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza, ha proposto e ottenuto di individuare quattro Dea con prestazioni di secondo livello, nei quattro ospedali maggiori, di L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo, ognuno con la sua vocazione specifica per la rete stroke, politrauma e trauma maggiore, rete emergenze cardiologiche estese.  Con a supporto e in filiera tutti gli altri ospedali e presidi, un meccanismo di rete per ciascuna prestazione e patologia, con un percorso specifico.

L’ospedale di secondo livello andrà però approvato  entro 36 mesi, ma la speranza della Regione è che il governo centrale riveda la legge Lorenzin, eleminandone criteri che poco si addicono a territori montuosi, con una bassa densità di cittadinanza e grandi distanze tra i bacini di utenza.

Poi in un gradino più basso il piano prevede quattro ospedali di primo livello, ad Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto,  sei ospedali di base ad Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero, e due presidi di area disagiata, sedi di pronto soccorso, a Castel di Sangro e Atessa.sù

Sono classificati presidi medici h24 di Tagliacozzo, Pescina e Guardiagrele e come stabilimenti ospedalieri rispettivamente collegati e a servizio degli ospedali di Avezzano, L’Aquila e Chieti, in cui ubicare specifici reparti specialistici.

Entrando ancor più nello specifico c’è poi  il mantenimento del punto nascita a Sulmona, per il quale è in corso di attivazione un progetto sperimentale e a L’Aquila ci sarà la centrale unica di Pronto soccorso.

Il programma della seduta, inoltre, prevede la discussione del progetto di legge “Valorizzazione dei negozi storici”, con una modifica al Testo unico in materia di commercio del progetto di legge “Istituzione del ‘Festival della Sostenibilità”. Sarà infine presentato il Consiglio la relazione della  Commissione di Vigilanza sull’attività realizzata nel 2023.

 

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