CONVEGNO SUL COLONIALISMO ALL’AQUILA: GIANNANGELI, “SINDACO RITIRI IL PATROCINIO DEL COMUNE” | Notizie di cronaca

CONVEGNO SUL COLONIALISMO ALL’AQUILA: GIANNANGELI, “SINDACO RITIRI IL PATROCINIO DEL COMUNE” | Notizie di cronaca


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L’AQUILA – “Il 21 settembre prossimo all’Aquila, presso il Palazzetto dei Nobili, si svolgerà l’incontro organizzato da Casapound L’Aquila dal titolo Il colonialismo italiano tra storia e “leggenda nera”.  Sarà presentato un volume di Alberto Alpozzi, rappresentante di quel pensiero ancora molto attuale in questo paese che esalta e rivendica la vergogna del colonialismo italiano”. Lo afferma Simona Giannangeli consigliera comunale di opposizione in una critica nota dopo che ieri, sullo stesso tema, era intervenuto il  Segretario nazionale del Prc, Maurizio Acerbo, ugualmente con toni aspri.

“Le motivazioni del colonialismo italiano, in realtà, furono simili a quelle del resto del colonialismo europeo: la sete di conquista e il desiderio di sfruttare economicamente altri territori, la volontà di competere con altre nazioni europee e, non ultimo, una presunta “missione civilizzatrice” nei confronti di popolazioni ritenute antropologicamente e razzialmente inferiori. Il colonialismo italiano ebbe le stesse caratteristiche, con l’assoluta supremazia e il primato della violenza e della sopraffazione dei colonizzatori sui colonizzati.  In Italia manca tuttora una piena consapevolezza di cosa sia stato realmente il colonialismo italiano: in parte perché viene ritenuta una “storia minore” rispetto all’esperienza coloniale di altri paesi, in parte perché è ancora vivo un falso mito, riassumibile nell’espressione “italiani brava gente”, con il quale è diffusa l’opinione che il dominio coloniale italiano si sia comportato in maniera più equa e giusta nei confronti dei popoli colonizzati. Contando guerre, rastrellamenti, esecuzioni, deportazioni e internamento nei campi di concentramento sono attribuibili al colonialismo italiano oltre 1.000.000 di morti”.

“I danni commessi dagli italiani in Africa sono da sempre stati soffocati dalle scorie della propaganda fascista, per cui ancora oggi prevale la narrazione assurda di un colonialismo virtuoso e vengono omessi i crimini, i massacri, la segregazione razziale, il depauperamento e le vessazioni subite dalle popolazioni locali. Un colonialismo segnato, peraltro, dai crimini sessuali compiuti dai soldati, ma anche da quegli italiani recatisi nelle colonie con ruoli diversi e complementari: esploratori, missionari, soldati, dirigenti, operai, contadini. Lo scenario coloniale divenne così il luogo ideale in cui era lecito scaricare le pulsioni aggressive malamente camuffate in patria; furono legittimi gli stupri e ogni tipo di aggressione fisica nei confronti delle donne. Non c’è mai stata una Norimberga d’Africa ed i crimini dei fascisti italiani restano impuniti”.

“Il Comune dell’Aquila decide ovviamente di patrocinare un evento segnato dal più vergognoso tratto di revisionismo storico, perché il sindaco della città, il suo partito ed il resto della maggioranza silenziosa che lo sostiene sono espressione della stessa posizione revisionista e fascista. Il sindaco deve ritirare immediatamente il patrocinio concesso, ma chi governa la città non ha alcuno strumento minimo per fare e proporre cultura, cultura dei diritti, cultura per la crescita umana e sociale di questa comunità. E’ l’ennesima vicenda gravissima che segna la storia di questo Comune che in sette anni ha precipitato la parola ed il concetto di cultura nel baratro di rivendicazioni fasciste su vicende importanti criminali ed impunite. Occorre allarmarsi, occorre rivoltarsi contro eventi simili, perché è in gioco la tenuta democratica in un territorio che è specchio di quell’erosione pericolosa dell’assetto democratico in atto nel paese”.

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