Corteo degli studenti per sit-in pro palestinesi: scontri con la polizia

Corteo degli studenti per sit-in pro palestinesi: scontri con la polizia


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Manganellate e poliziotti in tenuta antisommossa. Un’ora di tensione che si è sbloccata solo dopo una lunga trattativa con la Digos. Ma alla fine il corteo degli studenti, partito dalla Sapienza, è arrivato alle 18 in piazza Vittorio. “Palestina libera” è il grido con cui gli studenti hanno manifestato per le strade di San Lorenzo. Tra loro i collettivi studenteschi di licei e università, tra cui Cambiare Rotta, già coinvolto nelle proteste per il caro affitti alla Sapienza e il gruppo Osa.

Mentre a piazza Vittorio, ad attenderli, hanno trovato gli studenti palestinesi, che si sono dati appuntamento nel giorno indicato nei da Khaled Meshal, ex capo dell’ufficio politico di Hamas. In tutto sono circa 700 le persone in piazza. Tanti cori per la Palestina, nessuno di supporto ad Hamas. Ma anche parole di condanna verso Israele. A pronunciarle al microfono è un giovane all’inizio del sit in: “Maledetto lo stato di Israele e maledetto chi sta con loro”.

Tantissimi i palestinesi a piazza Vittorio con bandiere, fumogeni verdi, cartelli. Alcuni sollevano in alto i telefoni videochiamando i loro parenti. Non vogliono parlare e scuotono la testa tra le lacrime. Maja è a capo della manifestazione e una volta giunti in piazza ea gran voce raduna la folla mettendo canti palestinesi. “Hamas non è la Palestina. Quello che sta accadendo è un massacro. La comunità internazionale deve intervenire”

Dopo le tensioni del primo pomeriggio tutto si è svolto in completa tranquillità. Mani alzate, megafoni, fumogeni rossi e cartelli “Fight far right”. Gli studenti si erano dati appuntamento alle 14 e 30 davanti alla Sapienza per protestare contro il raduno della destra identitaria in via Palermo, organizzato dalla Lega di Salvini. “Legittimare il fatto che l’Italia ospiti un raduno internazionale di destra ed estrema destra – spiega Carlo Fanfani, studente di sociologia presente alla manifestazione – significa normalizzare degli ideali in cui non ci identifichiamo”.

Il corteo non era autorizzato, ma ampiamente previsto dalle forze dell’ordine, che hanno subito bloccato gli studenti mentre si dirigevano su via dei Frentani. Dopo un paio di cariche, in cui gli studenti, tra cui minorenni sono stati fermati con le manganellate, sul posto sono arrivati i blindati che hanno completamente isolato i circa 200 studenti. Chiusa via dei Frentani, via dei Dauni e piazzale Aldo Moro, cè voluta un’ora di trattativa tra studenti e Digos per sbloccare il corteo. La polizia, poi, ha tolto le camionette che impedivano il passaggio su piazzale Aldo Moro e i ragazzi sono ripartiti e giunti a piazza Vittorio cantando cori pro Palestina mentre attraversavano il quartiere San Lorenzo.

In piazza persone provenienti da tutto il mondo, anche studenti dalla Romania e dal Messico come Juan che frequenta a Roma l’università John Cabot: “Noi siamo qui per chiedere pace. Anche in Messico ci sono dei muri e per esperienza ti dico che distruggono la gente da dentro l’anima e le cambia per sempre. Abbattiamo questi muri, vogliamo la pace”

Adriana Sabatini protesta in un abito cucito da lei stessa: davanti la bandiera della Palestina, dietro la bandiera della pace. “L’ho fatta anni fa, sono stata per anni responsabile dell’associazione Palestina e ci sono stata diverse volte. Durante la seconda entifada spararono contro il mio taxi”. Adriana è in piazza perché “sono contraria a tutte le ingiustizie. Confondere Hamas con la Palestina è come dire che le Brigate Rosse sono l’Italia”.

[ad_2] L’articolo Corteo degli studenti per sit-in pro palestinesi: scontri con la polizia
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-13 18:59:56 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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