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Albenga. Un’assemblea pubblica contro l’ipotesi della realizzazione di un Cpr nella ex Caserma Piave che andasse al di là delle appartenenze politiche, questa l’aspirazione con cui è stata convocata la manifestazione di oggi dal sindaco Riccardo Tomatis. Ma balza agli occhi che anche questa volta, come già accaduto per la battaglia del Pronto Soccorso, ci sono stati distinguo e divisioni ed è stata un’occasione persa. Non l’unità quindi di tutta l’amministrazione comunale, come dopotutto era avvenuto con la sigla dell’ordine del giorno unitario espressa nel consiglio comunale, ma l’amministrazione comunale presente solo in parte.
Se il presidente del consiglio comunale Diego Distilo ha preso pubblicamente posizione definendo un errore dividersi, ed era infatti presente “per il bene di Albenga”, ed era nota l’assenza annunciata di Fdl, sono risultati assenti anche Forza Italia e Lega, presenti invece l’ormai ex leghista Gerolamo Calleri e Riccardo Minucci di Azione.
Queste in sintesi le parole pronunciate dal sindaco Riccardo Tomatis: “Non è una manifestazione di protesta, ma un momento di condivisione per quello che potrebbe accadere se si realizzasse il centro rimpatrio e per informarvi su quello che intendiamo fare. Buona parte dell’amministrazione comunale, indipendentemente dall’appartenenza politica, ha condiviso e risposto al mio appello di darmi il mandato di portare avanti questa battaglia. Non ci nascondiamo e non ci avvantaggiamo dei simboli di partito, ma è una battaglia che facciamo per la nostra città”.
Cos’è un Cpr? A spiegarlo ai cittadini intervenuti alla manifestazione il primo cittadino: “Si tratta di vere e proprie carceri dove vengono rinchiuse persone che non hanno commesso reati, persone che vengono definite detenuti amministrativi. Per esperienza sappiamo che questi centri non funzionano, perché i soggetti vengono trattenuti nelle strutture fino a 18 mesi, ma poi non vengono rimpatriati. La stessa polizia di stato li ha definiti bombe sociali, non esistono infatti guardie carcerarie, e la sicurezza è in capo alla polizia. E sono i presidenti di Regione di diverse parti politiche come Stefano Bonaccini, Luca Zaia ad aver espresso contrarietà assoluta. Quindi non scelte di partito, ma di buonsenso”.
“Questi Cpr vengono realizzati all’interno di caserme dismesse o di centri militari di proprietà dello stato dove vengono rinchiusi dai 150 ai 300 detenuti, senza che ci siano i requisiti di sicurezza nei confronti di coloro che vivono intorno a questi centri, né il rispetto dei principi dei diritti umani di chi vive ristretto in queste strutture” E poi le tante motivazioni per cui dire no alla realizzazione di un Cpr”.
“L’ex caserma Piave è sita in zona rossa, a rischio alluvioni, un limite che il governo non dovrebbe poter superare con poteri derogatori, esiste poi il vincolo monumentale ed architettonico, poi i 100 metri dalla battigia, e non conosciamo lo stato del sistema fognario, sconosciuto anche al Comune, molti quindi gli aspetti che facciamo nostri per evitare che si faccia questa scelta. Abbiamo già incaricato un ufficio legale che prepari un parere giuridico tecnico che possa anticipare qualsiasi scelta da parte del Ministero e gli uffici del comune stanno preparando una relazione tecnica” ha concluso il primo cittadino ingauno.
A prendere la parola anche Diego Distilo, che ha precisato le motivazioni della sua presenza: “Qui non esistono i partiti, esiste la nostra città, verso cui tutti noi sentiamo un senso di appartenenza. Abbiamo presentato un ordine del giorno del consiglio comunale, il sindaco ha atteso la votazione della delibera votata all’unanimità per inviarla al Ministero. Il consiglio comunale insieme ha deciso di difendere la città e di percorrere varie iniziative. Abbiamo fatto una commissione capigruppo dove abbiamo deciso tutti insieme di organizzare questa ed altre manifestazioni in futuro. Hanno fatto un sopralluogo veloce e questo mi preoccupa: o hanno già deciso o sono stati superficiali”.
Poi l’affondo contro la Regione: “Albenga e la provincia di Savona cosa vi hanno fatto per meritare tutto questo? Perché Albenga deve pagare sempre per gli altri, la nostra città viene messa in gioco ogni volta che c’è una proposta negativa”.
A ribadire che sia per la vicenda dell’ospedale di Albenga che per questa ipotesi Cpr le posizioni da assumere devono essere al di là dei partiti e senza divisioni per il bene della città, anche il consigliere comunale Gerolamo Calleri.
E Giorgio Cangiano avverte: “Faremo tutti oltre il possibile per non far aprire qui un Cpr e girando il ragionamento dei tanti No alla realizzazione di un Cpr qui, chiedo quale sia il motivo per cui qualcuno ha pensato di metterlo qua”.
“Saremo fermissimi anche se ad ora è solo un’ipotesi e dobbiamo far capire a tutti la contrarietà di tutto il consiglio comunale e della città che sappiano che sarà fatta un’opposizione durissima perché noi siamo nel giusto ed è una scelta scellerata che non ha nessuna ragione”.
“Dobbiamo far capire alla regione che ha anche competenza oltre al governo che è una scelta scellerata e sbagliata. Noi siamo qua oggi per dire no e per informare la cittadinanza. Dovranno ascoltarci come nel 2018 quando avevano già avanzato l’ipotesi e davanti alla nostra fermezza avevano poi accantonato la scelta” ha concluso Cangiano.
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