Cpr nel ponente ligure, il ministro Piantedosi: “Aprirà di sicuro”. E c’è l’ipotesi Albenga

Cpr nel ponente ligure, il ministro Piantedosi: “Aprirà di sicuro”. E c’è l’ipotesi Albenga


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Liguria. “Un Cpr nel ponente ligure? Aprirà sicuramente”. Lo ha detto in mattinata – nel corso di una visita a Ventimiglia e in seguito al comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura a Imperia – il ministro degli Interni Matteo Piantedosi. Nei giorni scorsi, era stato lo stesso governatore ligure Giovanni Toti ad aprire alla possibilità di realizzare in Liguria un centro di permanenza e rimpatrio per i migranti.

Come riportato dall’Ansa, Piantedosi ha chiarito che uno dei nuovi Cpr annunciati dal governo non sarà a Ventimiglia, ma verrà allestito in Liguria”. A voler essere più precisi, il nuovo Cpr dovrebbe trovare spazio nel ponente ligure e tra le le ipotesi che circolano con più insistenza vi sarebbe il comprensorio albenganese. 

E proprio con riferimento ad Albenga, il sindaco Riccardo Tomatis ha subito messo le mani avanti, rigettando con forza la soluzione prospettata dal governatore Toti, al quale in giornata il primo cittadino ingauno ha riservato un durissimo attacco: “Ancora una volta il presidente della Regione Liguria, per assecondare i partiti di Governo ( Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia), propone scelte irragionevoli e devastanti per il nostro territorio; assolutamente non accettabili. Non pensino Toti ed il Governo di centro destra di portare avanti questa scelta! Ci opporremo in ogni modo”, ha tuonato il sindaco albenganese.

Lo stesso Toti è intervenuto nei giorni scorsi – a margine della conferenza stampa sul Career Day – confermando di aver “dato a Piantedosi la disponibilità a collaborare per dare un’ordinata risposta a una crisi non risolvibile in pochi mesi. La Liguria è una regione di passaggio che ha già sofferto tanto soprattutto sul confine occidentale verso la Francia. Si dovrebbe smettere di fare polemica e di suggerire all’opinione pubblica soluzioni miracolistiche che non esistono. Il flusso migratorio durerà, va affrontato con una serie di misure articolate, certamente i centri per l’espulsione sono importanti, ma lo sono tanto quanto saremo in grado di attivare accordi di reimmissione degli immigrati negli Stati d’origine. Al momento riportiamo indietro solo i cittadini di Tunisia, Egitto e Nigeria, una piccola parte di coloro che arrivano“.

Come chiarito dallo stesso Piantedosi in mattinata, l’intenzione del Viminale è quella di creare un tavolo tecnico permanente sull’emergenza migranti: “Un Cpr – ha detto il ministro – è una struttura che impone una delicatezza progettuale un po’ più articolata per cui stiamo valutando alcune soluzioni che ci sono state segnalate, che sul territorio regionale possono essere utili al caso”.

“Nei Cpr – ha ricordato Piantedosi – vengono trattenuti gli immigrati irregolari, che hanno commesso reati o si sono manifestati per condizioni di pericolosità, vengono trattenuti lì per provvedimento convalidato dall’autorità giudiziaria e poi possono sottrarsi da quel trattenimento se collaborano con l’identificazione. L’interessato può uscirne in poche ore se si lascia identificare ai fini del rimpatrio. C’è bisogno anche di quello, perché ci sono stati alcuni casi di cronaca questa estate che ne segnalano l’ulteriore necessità. Come nel caso di alcuni stranieri che poi hanno commesso un omicidio e, nel ricostruirne la storia, si è visto che erano stati oggetti di precedenti espulsioni a cui si erano sottratti per carenza di posti nei Cpr”.

“L’esigenza di avere una rete di Cpr per destinarli a queste persone è tutt’altra cosa che l’esigenza di accoglienza: ci vogliono entrambe le cose, non sono cose alternative tra di loro – ha concluso Piantedosi -. Per quanto riguarda la collocazione, quello di accoglienza sarà sicuramente localizzato a Ventimiglia. Per il Cpr, vista la sua delicatezza e i parametri che la legge impone, avverrà all’interno della regione, non abbiamo al momento segnalazioni di immobili disponibili nella città di Ventimiglia. Individueremo le aree a breve, poi ci vorranno i tempi di realizzazione, che non sono in grado di dire ora, ma i tempi di individuazione sono ormai prossimi”.

Sul tema dei profughi, la tensione resta alta nell’albenganese, dove in giornata la minoranza – formata da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e dallo stesso presidente del consiglio comunale – ha presentato una mozione per richiedere il ritiro della disponibilità dell’ex sede Anfi, dove attualmente sono ospitati alcuni migranti.  Dal canto suo, infine, il sindaco Tomatis ha invitato l’opposizione a unirsi alla maggioranza “nella battaglia” contro l’apertura di un Cpr nell’albenganese.



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