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MORRO D’ALBA – Due case coloniche con annesso un terreno agricolo ciascuna. Le due proprietà sono una accanto all’altra e la convivenza tra i proprietari, una donna di 76 anni e un uomo di 67 anni, non è stata sempre pacifica. Prima lei ha denunciato lui per aver bruciato delle sterpaglie. Lo ha fatto multare dai carabinieri forestali. Poi è stato lui a querelare lei, sentendosi in pericolo per delle parole che la vicina di casa gli avrebbe rivolto a seguito di un ennesimo diverbio verbale. «Sei un maledetto – gli avrebbe detto la donna – prima di fine anno vai a morire ammazzato, tanto muori prima di me». La 76enne è finita a processo per minacce aggravate davanti al giudice Lamberto Giusti. A scatenare la reazione della donna, difesa dall’avvocato Corrado Canafoglia, sarebbe stato un lucchetto manomesso nella sua proprietà.
L’imputata avrebbe tormentato il vicino proprietario dal 2017 fino all’ultimo dell’anno del 2019. Secondo la donna il confinante aveva anche un capanno abusivo che gli ostruiva i canali di scolo del terreno. Questo avrebbe danneggiato la sua proprietà. Questa mattina il dibattimento si è chiuso e la Procura ha chiesto la condanna per l’imputata ad un mese di reclusione. Repliche e sentenza sono state rinviate al 29 gennaio. Per la difesa della 76enne non ci sarebbero state mai minacce che auguravano la morte al 67enne, parte civile con l’avvocato Marco Polita, ma solo modi di dire dettati dall’arrabbiatura della litigata.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2023-12-04 19:41:05 da

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