Dà una testata alla ex dopo aver sfondato la porta. «Ti scavo la fo…

Dà una testata alla ex dopo aver sfondato la porta. «Ti scavo la fo…


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Dà una testata alla ex dopo aver sfondato la porta. «Ti scavo la fo…

ANCONA – Lascia il compagno violento ma lui non si rassegna e si presenta sotto casa sua sfondando la porta a calci per poi darle una testata in faccia e farla finire in ospedale. Il tutto davanti ai loro figli, minorenni. «Questa è la volta che ti ammazzo, lo giuro». L’episodio risale al 25 settembre scorso e per l’aggressione fisica subita la vittima riportò 15 giorni di prognosi. Poco tempo prima se ne era andata dall’uomo geloso e manesco, con cui aveva convissuto tra Ancona e Fabriano, e per il quale la Procura, a dicembre, ha chiesto il giudizio immediato. Ieri si doveva aprire il dibattimento davanti al collegio penale presieduto dal giudice Carlo Cimini ma l’udienza è stata rinviata. A fine a processo per maltrattamenti aggravati in famiglia, stalking, lesioni aggravate e violazione di domicilio è un 45enne originario della provincia di Macerata. Stando alle accuse per cinque anni avrebbe reso la vita un inferno alla ex compagna, picchiata e offesa dal 2017 al 2022, quando poi ha trovato la forza di denunciarlo e lasciarlo. In que periodo l’avrebbe presa prrfino per il collo dicendole «anche se urli non ti sentirà nessuno, se ti scavo la fossa nessuno ti troverà».

Dopo la denuncia la donna se ne era andata via da Ancona ma l’ex l’ha trovata e a settembre scorso l’ha raggiunta-per continuare a tormentarla. Prendendo la porta di ingresso a calci e pugni l’ha sfondata e mentre colpiva con violenza l’infisso ripeteva urlando: «Ti giuro che questa volta ti ammazzo». Alla fine era riuscito ad entrare e una volta dentro casa aveva alzato ancora le mani sulla ex, presa anche a testate in faccia. Il colpo l’aveva tramortita e provocato ferite per una prognosi di 15 giorni stabilita dall’ospedale. La sua paura era che potesse far del male anche ai bambini, minorenni, che in più occasioni hanno dovuto vedere il padre che picchiava la madre. Una condizione che aveva creato uno stato di ansia sia sulla donna che sui figli. Dopo un mese dalla porta sfonda, denunciato alla polizia, era stato emesso dal gip un divieto di avvicinamento alla donna per l’imputato, difeso dagli avvocati Susanna Cardinali e Chiara Casaglia, con il braccialetto elettronico. La ex compagna è parte civile con l’avvocato Annalisa Marinelli. L’udienza è stata rinviata al 22 maggio per sentire i primi testimoni.

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-02-29 20:41:38 da


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