Dalla scuola al lavoro, gli stranieri sempre più radicati nel Foggiano: i dati del Dossier Immigrazione


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Lontano dalla narrazione di emergenze e invasioni, il fenomeno migratorio in Puglia si conferma stabile e radicato, con numeri che raccontano di una presenza consolidata, una partecipazione sempre più attiva alla vita sociale ed economica e una nuova generazione di bambini nati da genitori stranieri. È quanto emerge dal Dossier statistico immigrazione 2024, presentato ieri a Manfredonia presso l’auditorium di Palazzo dei Celestini.

L’incontro, organizzato dal Comune di Manfredonia in collaborazione con la cooperativa sociale Medtraining, rientra nelle iniziative promosse in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, che si celebra il 21 marzo. A illustrare i dati è stata Maria Paola Nanni, ricercatrice del Centro Studi e Ricerche Idos, che ha sottolineato come la gente immigrata in Puglia sia sempre più integrata e determinante per il tessuto socio-economico regionale, pur continuando a incontrare ostacoli nel mercato del lavoro e nelle politiche di inclusione.

Quasi 150mila residenti, sempre più giovani nati in Italia

Secondo il dossier, in Puglia vivono 149.477 cittadini stranieri, pari al 3,8% della gente regionale. Di questi, 91.649 provengono da Paesi extraeuropei. Bari è la provincia con il maggior numero di residenti stranieri (30,2%), seguita da Foggia (23,6%), Lecce, Taranto, Brindisi e Barletta-Andria-Trani.

Molti immigrati hanno ormai una permanenza consolidata, con permessi di soggiorno di lungo periodo per il 51,5%di loro. Tra le comunità più numerose spiccano i romeni (20,7%), gli albanesi (14,3%), i marocchini (7,9%), i cinesi (4,5%) e i senegalesi (4,0%), tutte presenti sul territorio da decenni.

Un segnale evidente di stabilizzazione è il numero di bambini nati da genitori stranieri, che si mantiene sopra quota 1.300 all’anno da oltre un decennio. Nelle scuole pugliesi, gli studenti di origine straniera sono 20.330, di cui oltre la metà (10.627) è nata in Italia.

“La scuola è lo specchio dei cambiamenti demografici e sociali del nostro territorio”, ha spiegato Idos, sottolineando il ruolo fondamentale dell’istruzione nei processi di integrazione e crescita delle nuove generazioni.

Immigrazione e lavoro: tra precariato e imprenditoria

Il dossier fotografa una presenza attiva anche nel mondo del lavoro, ma con difficoltà e squilibri. In Puglia gli occupati stranieri sono il 4,4% del totale, con una maggiore concentrazione nei settori agricolo (26,5%), edile (11,0%) e domestico (18,9%), comparti dove spesso si registrano condizioni di sfruttamento e precarietà.

Tuttavia, cresce anche l’imprenditoria straniera. A fine 2023, erano 22.146 le imprese gestite da cittadini immigrati in Puglia, pari al 5,8% del totale, con un incremento dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Il settore più rappresentato è il commercio (52,9%), seguito dalle costruzioni (10,7%) e dalla ristorazione (7,1%).

“A differenza di quanto si pensa – sottolineano gli esperti di Idos – il problema non è tanto l’accesso al mercato del lavoro, ma la mancanza di opportunità di crescita e di stabilità. Gli stranieri sono spesso relegati in settori marginali, caratterizzati da salari bassi e alto rischio infortunistico“.

Manfredonia e la sfida dell’integrazione

La scelta di presentare il Dossier a Manfredonia non è stata casuale. Il sindaco Domenico La Marca ha ricordato il lungo percorso della città nell’accoglienza dei migranti, evidenziando la presenza del progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) più longevo della provincia di Foggia.

“Da anni la nostra città è impegnata nell’accoglienza – ha dichiarato il primo cittadino – ma siamo anche consapevoli delle difficoltà legate a situazioni più critiche, come quella del ghetto di Borgo Mezzanone, dove centinaia di persone vivono in condizioni disumane. Stiamo lavorando con la Regione, la Prefettura e il Ministero dell’Interno per trovare soluzioni concrete”.

Un esempio di integrazione riuscita è la storia di Hawladar Rakib, giovane del Bangladesh accolto nel SAI di Manfredonia nel 2021 e oggi impiegato nella ristorazione. “Ho iniziato come lavapiatti, ora cucino pizze e panzerotti. Ho un lavoro, una casa e sogno di portare qui la mia famiglia”, racconta.

Un fenomeno strutturale da comprendere oltre la retorica

L’incontro ha visto la partecipazione di Azmi Jarjawi, responsabile politiche dell’immigrazione della Cgil Puglia, e Mohammed Elmajdi, presidente di ANOLF Cisl Puglia, che hanno ribadito la necessità di cambiare la narrazione sull’immigrazione.

“Si continua a parlare di emergenza e invasione – ha detto Carmine Spagnuolo, sociologo e presidente della cooperativa Medtraining – ma i dati raccontano un’altra storia. Bisogna aprire spazi di dialogo e confronto, perché l’inclusione è una sfida che riguarda tutti”.

L’incontro, moderato dal giornalista di Avvenire Toni Mira, ha evidenziato l’importanza di politiche di inclusione strutturate, che vadano oltre la gestione emergenziale e valorizzino l’apporto della gente straniera allo sviluppo della Puglia e dell’Italia.

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www.immediato.net è stato pubblicato il 2025-03-14 11:14:56 da Redazione


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