De Luca sull’Autonomia differenziata: «I miei interlocutori devono solo sperare che mi venga un…

De Luca sull’Autonomia differenziata: «I miei interlocutori devono solo sperare che mi venga un…




Lo ha detto il Governatore campano

«Ma quale autonomia regionale? È evidente che siamo di fronte a un tentativo di ricatto politico che noi non accetteremo mai. Lo vorrei dire ai nostri interlocutori. Voi vi dovete solo augurare che Vincenzo De Luca abbia un infarto fulminante. Ma godo ancora di buona salute, state perdendo tempo», le parole del presidente della Campania, Vincenzo De Luca, a un convegno sull’autonomia differenziata. ( Agenzia VISTA / CorriereTv ). Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/politica/de-luca-sull-autonomia-differenziata-miei-interlocutori-devono-solo-sperare-che-mi-venga-infarto/d5c9baaa-d6f7-11ee-975a-6160745d9362

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10 Comments

  1. — segue —
    L'"impresa" di un migliaio di uomini fù possibile perché le navi della flotta britannica seguivano la spedizione, preceduta da un'attenta preparazione del campo di battaglia. Dopo l'"impresa", Garibaldi fù accolto trionfante in Inghilterra come un'eroe nazionale.
    La Dinastia Sabauda esce fuori per quello che e' stato. E ancora, i prossimi riferimenti sono alcune considerazioni, per chi e' curioso, riguardo a come è stata rimaneggiata negativamente la storia del Sud:
    Praticamente i piemontesi, quelli dell'epoca ovviamente, depredarono il Sud Italia, facendo solo danni. Prendiamo sempre atto quindi, che
    l'"Unità d'Italia" consistette in una invasione armata dei savoia a danno dei borboni.
    LA SOLUZIONE?
    La Costituzione della Repubblica italiana del 1947 ha indicato la direzione verso un 'tornare indietro sui propri passi' rispetto ai tempi del succitato farlocco 'regno d'italia' del 1861, riconoscendo ed istituendo 'autonomie locali' con i rispettivi enti, e qui si trova un'estratto della parte di Costituzione che riguarda le autonomie locali, revisionata successivamente nel 2001 con ricorso pure a referendum popolare:
    http://www.storiaxxisecolo.it/larepubblica/repubblica3d.htm, ma sinora l'applicazione di queste autonomie locali ha rappresentato una soluzione per niente esaustiva ai problemi che la storia, di cui ho parlato sopra, ha generato (oltre a mantenere in piedi le province, ossia altre poltrone segnatamente inutili), e la direzione presa dal governo attuale con la previsione di livelli essenziali di prestazioni da te riassunta, seppur da come ho inteso ancora non ben definita, mi sembra un buon 'ingrediente' delle norme di attuazione.
    Per un breve excursus storico sino ad oggi in materia di federalismo, si veda: https://it.wikipedia.org/wiki/Federalismo_in_Italia,
    mentre per una panoramica, per confronto, riguardo articoli che parlano di tematiche affini all'argomento in trattazione, e sui dibattiti in corso, si vedano i seguenti riferimenti:
    https://www.proversi.it/discussioni/pro-contro/64-riforma-federalista-dello-stato-italiano,
    https://www.linkiesta.it/it/article/2015/08/01/il-vero-federalismo-che-puo-salvare-leuropa/26908/,
    (questi autori sono presenti anche nei principali social networks, ove ci si puo' confrontare),
    http://blog.ilgiornale.it/catto/2014/12/23/perche-in-italia-non-si-parla-piu-di-federalismo/#.
    Un modello sintetico e semplificato su tipologie di assetto di governo, e' un saggio scolastico molto breve sulle caratteristiche generali di una confederazione:
    http://www.liceocecioni.gov.it/sitorecupero/percorsi/confederazione_romana/federazione_e_confederazione.html,
    che consiglio di leggere per farsene una idea.
    Naturalmente qui evito facilmente di cadere in etichettature del tipo di quelle come neo-borbonici, che qualcuno associa a chi invece la storia vera, non quella
    dei vincitori, la vorrebbe far conoscere: fortunatamente, nonostante i nostalgici (che non mancano mai) oggigiorno qualsiasi Regno, come lo era quello di Napoli sarebbe anacronistico, semmai suonerebbe Repubblica di
    Napoli (e di qualche isola?).
    E non entro nel merito dei dettagli tecnico-amministrativi e di implementazione, come dicevo sopra non ho le sufficienti competenze, ma bisogna riparare ai danni che l'Italia ha in eredita' dai famigerati savoia, e visti i
    risultati dei referendum svoltisi
    in Veneto, Lombardia ed Emilia- Romagna in cui si e' espresso il voto a favore di una (più piena) autonomia, e visto come, prima del regno d'italia fiorivano le bellissime regioni del sud-italia ed isole, proprio ora occorre una grande riforma strutturale in questo paese, che mai si è avuto il coraggio di fare da dopo il voto a favore della Repubblica (che ha pure rischiato di non vincere!), ma che invece un vero statista dovrebbe avere il coraggio di portare avanti! Nella mia
    visione del futuro politico, io vedo 3-4 macro-regioni-stato, con riflessioni da considerare sulla Sardegna e la sua cultura, che forse meriterebbe valutazioni a se' stanti.

    Concludo segnalando un'articolo, che può essere preso come soggetto di
    eventuali spunti e verifiche, sulle caratteristiche di governo della Confederazione Svizzera, e premesso che questa, come ad esempio la Germania e gli Stati Uniti erano confederati, e successivamente hanno
    assunto le caratteristiche di Stati federali, ma la Svizzera ha
    mantenuto nella denominazione ufficiale il termine antico.
    Quindi è un esempio come eventuali altri spunti che si possono trarre da altri stati. L'articolo è del ricercatore e politologo Sean Müller
    dell'Università di Berna, un attento studioso di questa forma di democrazia di questo piccolo ma eterogeneo paese. Come cita l'articolo Sean Müller ci racconta come funziona l'interazione tra tre livelli e dove "casca l'asino". Paragona inoltre il federalismo
    svizzero con quello di altri paesi. L'articolo, con un video del politologo, è visionabile qui:
    https://www.swissinfo.ch/ita/democracy-lab_cos-%C3%A8-il-federalismo-/44375056

  2. Mi scuso se il commento sarà un pò lungo, ma per spiegare in maniera comprensibile le ragioni del mio discorso necessito di una certa articolazione.
    Qui si parla di quella che io considero la terza tra riforme storiche, un tema di cui mi interesso molto, e per capirle bene serve un pò di storia vera. Le prime 2 riforme riguardano altro, anche se i danni da risolvere hanno origine dalla stessa fonte, ne parlerò in altri commenti, e su questo tema delle autonomie locali, io credo in una ri-organizzazione dell'Italia come (con-)federazione di
    Repubbliche, assumendo questa tipologia di governi abbinabile con una possibile futura Unione di Stati Europei, almeno per due ordini di motivi: il primo e' storico, il secondo e' perche' credo che porterebbe ad una gestione delle finanze pubbliche molto più efficiente. Sui dettagli teorici ed implementativi relativi
    alla gestione, lascio ad altri le opportune considerazioni, visto che non ho le necessarie competenze/esperienze per articolare meglio l'argomento.
    Sul motivo storico invece, il nostro è il classico caso di come la storia 'mainstream', quella sui banchi di scuola la fanno i vincitori, e faccio alcune considerazioni, partendo da
    una nota frase associata a Massimo d'Azeglio: "Abbiamo fatto l'Italia.Ora si tratta di fare gli italiani", che stava a significare che per quanto l'Italia geograficamente e politicamente nel 1861 risulterebbe unita, in essa regnavano, ed io aggiungo regneranno sempre, culture, tradizioni e lingue (dialetti)
    diversi tra loro. Ed in realta' alcuni esperti di storia ne interpretano un diverso significato, diverso da quello che comunemente si potrebbe
    pensare essere sostanzialmente l'uguaglianza Italia=italiani, come si
    vede qui:
    https://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2009/05/24/NZ_26_PIED.html.
    E credo che questi storici non sarebbero in disaccordo con la mia visione, cioè che: "Abbiamo
    'unificato' delle diversità con l'uso delle armi", piuttosto che
    aggregarle mantenendo peculiarita', identita', culture diverse. Situazione che rappresenta molto bene anche il contesto attuale. Come sintetizzato negli articoli dei collegamenti citati di seguito, l'unità d'Italia fu una forzatura, precisamente una operazione della nobiltà massonica. Massimo d'Azeglio era figlio del marchese Cesare Taparelli d'Azeglio, noto esponente della Restaurazione reazionaria sabauda, nel contesto di quella di Vienna del 1815. Tutti iscritti alla massoneria, come il conte di cavour Camillo Benso.
    Invito a leggere il wiki sulla Restaurazione quindi a meditare bene: la
    Restaurazione fu' il risultato del Congresso di Vienna del 1815, dove gli ex-imperi pre-napoleonici decisero la sorte europea, e quindi anche
    italiana, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte
    (https://it.wikipedia.org/wiki/Restaurazione). Ed e' sugli effetti di quelle decisioni che ci ritroviamo ad essere, purtroppo ancora, oggi.
    Secondo me, che conosco un pò di storia, come quando l'Italia era composta da certi stati indipendenti, come all'epoca del regno di Napoli e delle 2 Sicilie, che oggi io interpreterei in un ottica
    di unione repubblicana, le cose sarebbero andate meglio, il sud non starebbe davvero così come oggi, strozzato da uno stato forzatamente unito dalle circostanze dell'epoca, ma, al contrario di come qualcuno
    pensa, questa indipendenza valorizzerebbe veramente le sue grandi ricchezze e bellezze. Grandi citta' del passato e presente, ex-capitali di allora fiorentissimi Stati, pensiamo ad esempio alle Repubbliche Marinare (alle quali napoleone mise definitivamente fine invadendole), dovrebbero ri-assumere un rango superiore dal punto di vista politico: Milano, Firenze, Napoli, Palermo, Venezia, Genova, oltre
    a Roma, dove vivo. Direi anche Torino, pur se e' stato genitore del Regno Sabaudo, l'aggressore, il predone. Riporto un'estratto da un articolo che sintetizza gli eventi storici del Sud-Italia: "Napoli era la terza capitale d'Europa […]. A scuola il Borbone è (visto come) il
    cattivo e il Savoia (visto come) il buono. Stato borbonico è (visto come) sinonimo di degrado delle istituzioni. Brigante (sinonimo) di proto-mafioso.
    Forse vanno cambiati i testi di scuola. Oltre al significato delle
    parole. Rivalutati i patrioti che persero la vita contro l'esercito
    piemontese. Forse dobbiamo raccontarci un'altra storia. In cui il Risorgimento è stato in gran parte espansionismo di una dinastia. Che ci ha lasciato in eredità l'emigrazione di milioni di persone che fuggivano dalla fame, e due guerre mondiali, e il fascismo.
    E' uno stato savoiardo. Quello che ci ostiniamo a chiamare borbonico." Garibaldi? Un massone iscritto alla loggia del Grande Oriente d'Italia, come da documento originale con la sua firma (lo ha mostrato ad esempio, la trasmissione TV Freedom Oltre il confine, in onda su Retequattro il 25 giugno 2019:
    (https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/freedomoltreilconfine/il-vascello-sul-gianicolo_F309377001014C17)
    I 'Mille' dell'impresa garibaldina? Mercenari della Massoneria britannica
    (http://belsalento.altervista.org/da-garibaldi-ai-massoni-agli-inglesi-ai-savoia-viaggio-dal-1861-alla-mafia-di-oggi/)
    vedi anche
    (https://www.jedanews.it/blog/erri-de-luca-garibaldi-invase-napoli/).
    — segue —