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13 agosto 2007: Chiara Poggi, 26 anni, laureata da poco in economia, viene trovata morta in casa a Garlasco, uno dei centri principali della Lomellina.
A dare l’allarme il fidanzato Alberto Stasi, due anni in meno, allora studente in Bocconi.
Chiara è sola in casa, i genitori e il fratello sono in vacanza. Apre spontaneamente la porta a chi la ucciderà. Viene colpita più volte, alla testa e alla nuca, il corpo precipita o viene gettato dalle scale in cantina. L’arma (o le armi) del delitto, non sarà mai trovata.
Da subito Stasi finisce nel mirino degli investigatori per alcune incongruenze nel racconto, per via degli abiti e delle scarpe troppo puliti, che fanno pensare si possa essere cambiato prima di dare l’allarme.
A settembre viene incarcerato ma rimesso in libertà dopo quattro giorni per insufficienza di prove.
Lo studente di economia si dichiarerà sempre innocente, raccontando di essere stato al computer per lavorare alla tesi di laurea nella mattinata in cui la fidanzata venne uccisa. Alibi confermato ma con un buco temporale in cui Chiara potrebbe essere stata uccisa. Molti gli indizi seguiti ma che non portano a certezze, come la bici nera vista da una vicina la mattina del delitto.
In primo e in secondo grado Stasi viene assolto per non aver commesso il fatto, ma la Cassazione dispone un nuovo appello in cui viene ritenuto colpevole e condannato a 16 anni. Nel 2015 la conferma. Nel 2020 la richiesta di revisione del processo, bocciata.
Alberto Stasi è in carcere a Bollate: dal 2023 esce per lavorare come contabile. Ora un nuovo capitolo.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2025-03-11 17:14:00 da

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