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Si riparte dall’incidente probatorio: alle 11 in tribunale a Pavia l’udienza per affidare l’incarico alla genetista Denise Albani e dare il via alla maxi perizia. Servirà a comparare il dna di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta aperta a 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, con il materiale biologico trovato sulle unghie della vittima e su altri reperti raccolti nella prima indagine e mai analizzati. Secondo la Procura di Pavia, con le tecnologie moderne quel materiale può dare indicazioni importanti.
Indicazioni che sono attese anche dall’analisi di cellulari, computer, diari e fotografie sequestrate nella casa di Sempio, in quella dei genitori e degli amici Mattia Capra e Roberto Freddi, che lo stesso Sempio aveva contattato il 13 agosto 2007, il giorno del delitto. Non sono indagati. Così come non lo sono le cugine di Chiara Poggi, Stefania e Paola Cappa, tornate alla ribalta in queste ore. In particolare per le chat di una delle gemelle, che a un amico avrebbe scritto: “Mi sa che abbiamo incastrato Stasi”.
Stasi, l’allora fidanzato di Chiara Poggi, che da qualche settimana è in semilibertà, è stato condannato in via definitiva a 16 anni nel 2015.
Servirà del tempo poi per analizzare, gli oggetti trovati due giorni fa da carabinieri e vigili del fuoco fa in un canale di Tromello, vicino a Garlasco, guidati da una testimonianza- in particolare, ci sarebbe un martello ma bisogna capire se sia compatibile con l’arma del delitto – mai trovata in questi 18 anni.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2025-05-16 09:02:45 da

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