“Deposito nazionale rifiuti radioattivi: No autocandidatura di Trino”


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Il Circolo “25 Aprile” di Trino: “Non barattare la sicurezza per qualche compensazione”

TRINO (VC) (30.10.2023 -20.59) – Riceviamo e pubblichiamo

Ciò che le competenze scientifiche e tecniche ha messo fuori dalla porta, non rientri dalla finestra con una scellerata azione politica. Questa potrebbe essere una rapida sintesi della situazione attuale relativa all’iter per l’individuazione del sito dove realizzare il Deposito Unico Nazionale per i rifiuti radioattivi.

La vicenda, almeno per gli addetti ai lavori, è ben nota. L’Italia, come tutte le grandi nazioni, ha bisogno di realizzare un Deposito Nazionale dove custodire in maniera definitiva i rifiuti radioattivi a bassa e media attività (ovvero quelli che decadono in meno di 300 anni) e dove posizionare, temporaneamente, i rifiuti ad alta attività, sostanzialmente ciò che rimane del combustibile irraggiato dopo le necessarie lavorazioni.

Questo Deposito deve essere realizzato nel luogo più sicuro possibile e pertanto Sogin redige la CNAPI, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee, in funzione dei criteri stabiliti dall’ente competente, ovvero ISPRA (ora ISIN), sulla base delle indicazioni internazionali. Segue quindi un periodo di osservazioni, confronti, richieste di approfondimenti, che portano alla CNAI, la Carta Nazionale delle Aree Idonee, già pronta ma al momento non ancora resa pubblica.

Nel frattempo, però, siccome non sono emerse autocandidature tra i siti potenzialmente idonei, le destre al Governo pensano bene di non procedere in maniera lineare e coerente con le prescrizioni scientifiche, ma di cambiare le regole del gioco, ipotizzando “autocandidature” da parte di Comuni e territori che non rientrano tra quelli idonei ad ospitare il Deposito. Una scelta inaccettabile e pericolosa, perché rischia di mandare definitivamente su un binario morto un iter chiaro e che poggiava su basi tecniche condivise a livello nazionale e internazionale e perché spinge, magari in funzione delle cospicue compensazioni, qualche amministratore locale a candidare la sua città anche se non rispecchia tutti i criteri di sicurezza.

La gestione dei rifiuti radioattivi (passati e futuri, perché in ambito sanitario e industriale ne produciamo ogni giorno) non può essere affrontata in maniera così sconclusionata e approssimativa: c’è un elenco di siti che garantiscono le migliori condizioni possibili, tra quelli va scelto il luogo dove realizzare il Deposito. Ogni altra opzione sarebbe necessariamente meno adatta e più rischiosa da qui ai prossimi trecento anni almeno.


“NON BARATTARE LA SICUREZZA PER QUALCHE COMPENSAZIONE”

Per quel che riguarda Trino, infine, vorremmo ribadire alcune parole di chiarezza.

Il territorio della nostra città non è idoneo, non rientra in alcuna Carta dei siti potenziali e, anzi, si contano 6 criteri di esclusione nazionali (faglie, laghi e bacini idrici, aree protette, centri abitati, infrastrutture, siti industriali) oltre ai…

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www.vercellinotizie.it è stato pubblicato il 2023-10-30 21:02:40 da Andrea Borasio


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