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Albenga. Non si è fatta attendere la replica di Acque Pubbliche Savonesi (APS), nella persona del presidente Giovanni Ferro, ad Acquedotto San Lazzaro in merito alla questione della messa a disposizione di un tubo – di proprietà del gestore dell’acquedotto ingauno – potenzialmente utile al completamento della depurazione delle acque albenganesi.
In una lettera indirizzata ad APS, Acquedotto San Lazzaro aveva manifestato forti perplessità con riferimento ai costi da sostenere per la costruzione di una nuova condotta: ”Risulta sorprende e pregiudizievole per la finanza pubblica il fatto che si preferisca finanziare la costruzione di una nuova condotta nonostante il fatto che il proprietario di quella già realizzata voglia metterla gratuitamente a disposizione dell’ente pubblico”, erano state le dure parole del gestore dell’acquedotto albenganese.
Dal canto suo, il presidente Ferro ha replicato ad Acquedotto San Lazzaro con una lunga missiva che ripercorre le varie comunicazioni tra le due società dal 7 marzo al 15 settembre scorso. Alla base del progetto che dovrebbe portare al collegamento dalla stazione di Vadino all’impianto di Borghetto attraverso la fognatura di via del Roggetto e la stazione di rilancio di Viale 8 marzo, vi è una richiesta – presentata da APS a seguito di un bando Pnrr – per un finanziamento pari a quasi 4 milioni di euro per la realizzazione della struttura.
Il tubo messo a disposizione da Acquedotto San Lazzaro (oggi inutilizzato) si trova proprio sotto la via Aurelia albenganese e consentirebbe l’attraversamento del fiume Centa. Nella sua replica, APS sostiene di aver formalizzato ad Acquedotto San Lazzaro una “proposta per l’acquisizione a titolo oneroso della disponibilità della condotta”. Nel farlo, APS aveva fissato un termine di riscontro, il quale – secondo Ferro – non sarebbe mai arrivato, quanto meno non nei termini indicati ufficialmente da APS.
Di qui, sempre secondo il presidente Ferro, sarebbe scaturita la necessità di inserire nella progettazione la possibilità di realizzare una “nuova autonoma condotta per l’attraversamento del fiume Centa”, anche perché è lo stesso Ferro a precisare “l’esigenza di intervenire nei tempi più brevi (…) e di proseguire negli iter di approvazione e di affidamento”. In sostanza, l’obiettivo di APS è quello di non perdere i fondi del Pnrr.
Inoltre, qualora Acquedotto San Lazzaro dovesse comunicare formalmente ad APS la disponibilità della tubatura già esistente, in questo caso – come riporta lo stesso presidente Ferro nella lettera – verrebbero comunque effettuati “gli appropriati approfondimenti tecnici amministrativi ed economici, per valutare, prima dell’approvazione del progetto esecutivo, la convenienza ad utilizzare quella condotta anziché realizzarne una nuova”.
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