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La DIA, Direzione Investigativa Antimafia, pubblica la relazione con il bilancio delle indagini compiute nel secondo semestre del 2022.
Nel capitolo che fotografa la presenza delle mafie in Lombardia, vengono spiegate nel dettaglio le attività di contrasto alla ‘ndrangheta e la sua ramificazione sul territorio: “la principale struttura organizzativa, camera di controllo, denominata appunto la Lombardia, è sovraordinata ai locali presenti nella regione e in collegamento con la abitazione madre reggina”. Risulterebbero operativi, scrive la DIA, 25 locali di ‘ndrangheta; in particolare, 9 nel milanese, 6 nel comasco, 5 in provincia di Monza-Brianza.
L’attenzione è molto alta in fase di ripresa economica, scrivono nella relazione, soprattutto “sul rischio di accaparramento, da parte delle organizzazioni criminali, di fondi pubblici stanziati dapprima per l’emergenza sanitaria e per le ristrutturazioni edilizie e, in prospettiva, per il perfezionamento del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)”. Indagini intensificate anche sulle “potenziali criticità legate alle opere già in corso di realizzazione per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026“.
Sul fronte del monitoraggio su gare e appalti pubblici, la DIA spiega che in alcuni casi i “sodalizi mafiosi sarebbero ‘scesi a patti’ per assicurare alle aziende affiliate una sorta di rotazione nell’assegnazione dei contratti pubblici, pilotando le offerte da presentare e contenendo anche le offerte al ribasso degli oneri connessi”.
Il servizio di Lorenzo Galeazzi:
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-09-14 22:15:00 da
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