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“Se l’Italia è il Paese dei furbi, la Liguria è la Regione dei furbissimi vedendo come si è conclusa l’annosa vicenda degli accorpamenti scolastici”. A dichiararlo è il consigliere regionale della Lista Sansa Roberto Centi. “Le province della Spezia e di Imperia sono state le uniche due a presentare i loro piani di accorpamento secondo le indicazioni e i tempi richiesti dal Governo – spiega il consigliere regionale –. Per avere adempiuto, anche con scivoloni ed errori, come nel caso spezzino, a una norma che sembrava uguale per tutti sono state penalizzate dalla Giunta regionale che, viceversa, ha premiato per non aver fatto il loro lavoro Genova e Savona”.
In seguito alle ultime notizie diramate ieri, continua a tener banco la vicenda del dimensionamento scolastico e delle scelte prese a Genova dopo il lungo dibattito andato in scena nei mesi scorsi sul territorio.
“Ricordo che il piano di dimensionamento nazionale prevedeva per La Spezia 3 istituti da accorpare, e così è stato, per Imperia 4, e anche in questo caso la Provincia ha fatto il suo dovere – osserva Centi -. A Savona erano previsti 3 accorpamenti e alla fine grazie alla deroga inserita nel Milleproroghe se ne faranno solo due, mentre a Genova dove sarebbero dovuti essere predisposti 6 accorpamenti, e la Città Metropolitana non aveva presentato alcun piano, grazie alla deroga se ne faranno solo 3, la metà esatta”.
“Questa – conclude Roberto Centi – è l’ennesima prova di come, anche per la Sanità, i territori della Spezia e di Imperia vengano costantemente penalizzati rispetto a Savona, che tuttavia subisce altre penalizzazioni come il rigassificatore a Vado e la questione ambientale in Val Bormida, e soprattutto Genova. A voler pensar male sembra che i presidenti di provincia e Città Metropolitana, quindi Savona e Genova, non abbiano predisposto i loro piani perché già informati delle deroghe in arrivo con il Milleproroghe. E visto che si tratta di amministratori tutti di centrodestra, mi sento di dire a Peracchini e Scajola: dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io”.
Sull’argomento, nel corso della giornata di oggi, è intervenuto anche il consigliere regionale del Partito democratico, Davide Natale. E anche in questo caso viene sottolineato il silenzio del sindaco del capoluogo e presidente della Provincia, Pierluigi Peracchini: “La Spezia e Imperia rimangono con il cerino in mano sul piano di ridimensionamento scolastico. Dopo aver ricevuto bocciature a ogni latitudine e di fronte alla necessità di ridurre gli accorpamenti tra istituti da 16 a 12, la maggioranza totiana decide di sfruttare la via di fuga offerta del Milleproroghe ingannando letteralmente i due territori liguri che avevano effettivamente adempiuto ai loro compiti, ovvero programmare tre accorpamenti di istituti alla Spezia e quattro a Imperia. Genova e Savona si fermano invece a tre e due rispettivamente, quando dovevano essere sei e tre”.
“Oltre a partorire una programmazione superficiale e raffazzonata, come Toti e i suoi ci hanno abituati da otto anni su praticamente ogni campo dello scibile amministrativo, dalla sanità ai rifiuti, si crea così una situazione vergognosamente iniqua – continua Natale -. La cosa più sconvolgente è vedere come i consiglieri di maggioranza di questi territori e gli amministratori locali, a partire dal sindaco e presidente della Provincia Peracchini, abbozzino di fronte a questo trattamento di sfavore. Disposti a far ingoiare il rospo ai propri cittadini senza proferire fiato piuttosto di rischiare di urtare la sensibilità del grande capo, il cui sistema nervoso è già messo alla prova dalla defezione del suo capogruppo in consiglio regionale”.
“E’ una tale mancanza di rispetto per i territori che sposta ancora più in alto l’asticella del disinteresse di Toti e i suoi per le sensibilità e le proposte locali – conclude Natale -. Qui c’è tutta l’evidenza della differenza tra gli amministratori di centrosinistra, che guardano agli interessi delle proprie comunità sempre e comunque, e quelli di questo centrodestra che mettono davanti a ogni considerazione il rispetto acritico delle gerarchie di partito, spesso in ottica esclusivamente della propria parabola politica personale. Un atteggiamento fideistico che non potrà mai operare nell’interesse dei cittadini. Anche in questo caso nessun confronto con il territorio nemmeno per quelle province i cui i numeri sono ridotti”.
Sindaco, colleghi di maggioranza se ci siete battete un colpo”.
www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-01-13 23:20:21 da
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