‘disfunzioni’ non imputabilo al Mur e terna candidati da rifare

‘disfunzioni’ non imputabilo al Mur e terna candidati da rifare


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‘disfunzioni’ non imputabilo al Mur e terna candidati da rifare

Secondo il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Consiglio dell’Accademia delle Belle Arti di Foggia – che sul sito istituzionale, martedì 17 giugno, aveva ribadito l’impossibilità di garantire alcuni servizi in virtù della mancata nomina del Presidente da parte del Mur – non avrebbe recepito le richieste e le indicazioni fornite dal Dicastero nella nota del 28 aprile scorso. Il Ministero, il 10 giugno, evidenziava infatti di aver fornito riscontro anche alle diffide del 13 febbraio e del 27 marzo scorsi, in cui veniva rappresentata l’urgenza dell’atto di nomina del Presidente, nonché alle note del 14 e 26 febbraio, del 13 e 21 marzo, del 2, 3, 4 e 8 aprile, con cui il direttore Francesco Arrivo sollecitava il provvedimento di nomina del Presidente e segnalava “disfunzioni” asseritamente connesse alla vacatio dell’Organo.

Nei giorni scorsi il Mur ha fornito riscontro alle segnalazioni pervenute il 22 e il 27 maggio, in particolare alla diffida che un avvocato, il 17 maggio scorso, aveva formulato nell’interesse del Consiglio accademico dell’Accademia, in persona del direttore il prof. Francesco Arrivo, comunicando, ribadendo e confermando alcuni aspetti, a partire dalla mancata adozione degli atti indifferibili e urgenti da parte del direttore e della mancata attuazione delle indicazioni fornite dal Ministero.

Il Ministero bacchetta l’Accademia Belle Arti

Nel documento del Ministero si legge che le “disfunzioni” segnalate dall’Accademia delle Belle Arti non sono in rapporto di causalità con la vacatio dell’organo presidenziale, e, che comunque, non sono imputabili al Mur, alla luce della comunicazione che il CdA può Incaricare il direttore di adottare gli atti indifferibili e urgenti, da sottoporre poi a ratifica del presidente appena sarà nominato.

A fronte dell’impossibilità di procedere alla nomina di un presidente, secondo il Ministero, sarebbe il direttore il soggetto legittimato all’adozione degli atti urgenti e indifferibili necessari ad assicurare l’ordinato e tempestivo svolgimento delle attività istituzionali previste dalla normativa vigente, per garantire l’erogazione di un servizio pubblico che comunque non può essere interrotto, nel primario interesse degli studenti. Ritiene, il Dicastero, che la procedura di designazione della terna dei candidati alla Presidenza non sia rispondente ai principi di legalità e di trasparenza dell’azione amministrativa. Con ciò non può essere chiamato a disporre la nomina del Presidente.

Il Ministero ribadisce “l’improcrastinabile necessità” che il direttore provveda a dare immediata attuazione alle indicazioni già fornite e ad adottare tutti gli atti indifferibili e urgenti che si sono resi e si renderanno necessari nelle more della nomina del Presidente. 

Il Ministero sull’incarico dell’avvocato 

Il Mur fa le pulci alle ‘Belle Arti’ del capoluogo dauno in riferimento al conferimento dell’incarico ad un avvocato del libero foro che a. si legge – agisce “in nome e nell’interesse del consiglio accademico in persona del direttore pro tempore”. Si deve presumere al riguardo che l’attività svolta dall’avvocato del libero foro trovi la propria ragion d’essere nell’avvenuto conferimento da parte del Consiglio accademico del relativo incarico professionale mediante apposita deliberazione che, inevitabilmente, determina in capo all’Istituzione l’assunzione di obblighi giuridici vincolati nei confronti del professionista stesso, anche con riguardo all’aspetto economico. Tale conferimento, secondo il Ministero, farebbe emergere che nel caso di specie l’istituzione ha attivato i propri organi per deliberare il compimento di atti giuridici, implicanti impegni di spesa, anche in assenza della nomina del Presidente da parte del ministero. Circostanza che, per contro – prosegue il Ministero – nelle stesse diffide del legale viene individuata quale causa unica e insuperabile dei disagi organizzativi dell’Accademia.

Il conferimento dell’incarico di difensore “in nome e nell’interesse del consiglio accademico” per la redazione e trasmissione di atti stragiudiziali, dimostrerebbe in modo manifesto la pretestuosità delle doglianze del Consiglio accademico rappresentato dal direttore pro tempore, secondo cui l’Istituzione si troverebbe nella oggettiva impossibilità di compiere qualsiasi operazione gestionale, amministrativa e contabile fino alla nomina del Presidente, finanche per l’adozione degli atti finalizzati ad assicurare i servizi essenziali, tra cui il funzionamento dei servizi igienici o l’accesso e il passaggio nei locali dell’Accademia anche da parte dei soggetti diversamente abili.

Inoltre, sempre secondo il Ministero, in un’ottica di leale collaborazione tra amministrazioni dello Stato, nel caso di dubbi applicativi o interpretativi l’Accademia avrebbe potuto ricorrere, rispetto alle indicazioni fornite da questo Ministero, all’Avvocatura dello Stato competente per territorio, anche al fine di vagliare soluzioni interpretative mediatrici rispetto alle posizioni delle parti pubbliche coinvolte.

“La designazione della terna dei candidati va rifatta”

Sulla necessità di ripetere la procedura di designazione della terna dei candidati alla presidenza di cui alla delibera del Consiglio accademico del 27 settembre 2024, il ministero rimarca le criticità rispetto alla deliberazione assunta dal Consiglio accademico in assenza del direttore; le criticità riscontrate nella procedura di designazione; la mancata votazione con scrutinio segreto e la violazione del principio di collegialità della deliberazione assunta. 

Alla fine della fiera, il Ministero ha chiesto al Consiglio accademico di ripetere la procedura di designazione della terna dei candidati da sottoporre al Ministro, tenendo conto delle osservazioni esplicitate. La richiesta di ripetizione viene reiterata in ragione “dell’acclarata sussistenza” delle criticità riscontrare, ferma restando, quindi, la discrezionalità tecnica che compete al Consiglio accademico nella valutazione dei requisiti dei candidati da sottoporre all’attenzione del Ministro. Si chiede di procedere con estrema urgenza, entro e non oltre trenta giorni dal ricevimento della lettera. Nelle more, il direttore dovrà provvedere a dare immediata attuazione alle indicazioni fornite e adottare tutti gli atti indifferibili e urgenti che si sono resi e si renderanno necessari al fine di assicurare l’ordinato e tempestivo svolgimento delle attività istituzionali previste dalla normativa vigente, nonché di garantire l’erogazione di un servizio pubblico nel primario interesse degli studenti. 

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www.foggiatoday.it è stato pubblicato il 2025-06-18 18:00:00 da


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