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Non è il tempo di affidarsi ai giri di parole, né agli arzigogoli concettuali. La strada che conduce ai playoff per il Foggia è davvero lontana e la benzina a disposizione potrebbe non essere sufficiente. La corsa sarebbe ulteriormente più complicata se domani allo ‘Zaccheria’ i rossoneri non dovessero fare bottino pieno contro la Cavese. Insomma, se non è l’ultima spiaggia poco ci manca. Anche perché, da qui alla fine, la squadra di Zauri sarà chiamata ad affrontare ben quattro gare in trasferta su sei totali, essendo venuta meno la sfida con la Turris di sabato 5 aprile.
“Non è l’ultima occasione, ma poco ci manca. Le partite diminuiscono e anche le opportunità, molte le abbiamo sprecate. Le possibilità di vincere le abbiamo, dipenderà da noi”, il pensiero di mister Zauri, che analizza il momento Foggia con il necessario pragmatismo.
La prima cosa da fare sarà cercare di limitare i tanti errori visti a Cerignola, ma anche nelle gare precedenti. A cominciare dai calci piazzati, che al ‘Monterisi’ hanno fruttato due gol per gli ospiti. Errori per i quali il tecnico non usa perifrasi: “Mi incazzo. Abbiamo fatto tante partite senza prendere gol, poi in un attimo abbiamo perso quello che avevamo guadagnato. Ci sono state delle disattenzioni e aggiungo anche che ci sono difficoltà di struttura per la mancanza di alcuni giocatori in certe posizioni che potrebbero darci una mano”.
Le colpe sugli errori sono da condividere con tutti: “Non risolviamo i problemi scorporando le responsabilità. Tutti fanno tutto. In queste situazioni c’è il merito dell’avversario, ma sicuramente abbiamo commesso degli errori anche noi. Cerchiamo di trovare soluzioni, ma evidentemente c’è da migliorare”.
Contro la Cavese mancheranno Mazzocco, Santaniello e Sarr. A questi si aggiunge Franco Vezzoni, ormai ai margini dopo il mancato accordo per il rinnovo del contratto, malgrado l’annuncio del presidente Canonico: “Il ragazzo è fuori. Si era partiti in un modo, poi il ragazzo ha cambiato idea. Il presidente ci ha messo la faccia dopo aver parlato col ragazzo, il giocatore ha detto una cosa poi ne ha fatta un’altra. Ero presente, non c’è niente di non detto. Ha detto di sì, poi si è rimangiato la parola”.
La panchina non sarà lunga, come non lo era a Cerignola: “Recuperiamo Camigliano, che però ha pochi allenamenti. Gli altri stanno più o meno bene. Negli ultimi anni con gli slot a volte un cambio obbligato ti condanna a fare un cambio in meno”. Ma l’incognita riguarda anche i giocatori disponibili, che però non vedono il campo da un po’, come Marzupio e Pazienza: “Non hanno tantissimi minuti, ma neppure pochi. Con Marzupio l’idea è che avesse i minuti finali, a volte mi sono preso certe responsabilità e mi sono scusato per averlo impiegato come punta. Adesso è un atleta, prima non lo era per l’infortunio e vicende personali. Oggi sta bene, se dovesse esserci la possibilità non avrei problemi a metterlo in campo, se lo merita ed è un ottimo giocatore. Lo stesso discorso vale per Pazienza, anche se ci sono giocatori che stanno meglio di lui per poter partire dall’inizio”.
L’argomento scivola automaticamente sulla questione futuro e sul tema della programmazione: “Non ci siamo ancora seduti al tavolo con il presidente. Mi pare abbia detto che attenderà entro fine mese per ascoltare eventuali offerte. Dopo di che, parole sue, avrebbe tirato le somme e deciso anche su allenatore e direttore sportivo. A oggi, credo che le possibilità che venda siano poche. Sono obiettivo, non ho percezione chiara su quello che sarà il futuro. Ho un buon rapporto con lui, malgrado su alcune cose ci sia stata divergenza di vedute, ma abbiamo un obiettivo comune che è il bene del Foggia e dei foggiani. Ma sul mio futuro non do percentuali”.
Guardandosi indietro non si pente di nulla: “Rifarei tutto al 99%, ho ricevuto troppo da quando sono arrivato qui. Sto bene e parlerò sempre bene di Foggia e dei foggiani. Ho avuto questa opportunità e penso di averla sfruttata bene, fermo restando gli errori che ho sicuramente commesso. Ma il lavoro per tirar fuori la squadra dalla situazione in cui era quando siamo arrivati, è stato importante. Potevamo anche fare di meglio”.
Nel percorso si è anche assistiti a una situazione paradossale. Il Foggia di Zauri ha fatto più punti quando giocava un calcio meno spettacolare, ma subiva pochissimi gol. Una volta migliorata la proposta offensiva, sono aumentati i gol subiti ed è calata la media punti: “Giochiamo meglio rispetto a prima, creiamo di più. Alcune partite perse o pareggiate meritavamo di vincerle, come quelle con Potenza e Catania con le quali abbiamo raccolto solo un punto. Ero contento dei risultati e meno del gioco prima. Ora sono contento del gioco e meno dei risultati. Ma sono convinto che a lungo andare certi risultati si ottengano solo facendo un certo tipo di calcio”.
La chiosa la dedica ai tifosi: “Ho visto su Youtube il calore durante la sfida con l’Avellino. Ed è quello che dico ai ragazzi. Ho tanto entusiasmo che cerco di trasmettere loro anche quando si perde, per tenere accesa la fiamma. Mi piacerebbe che ci fossero tante persone allo stadio, non per noi che siamo di passaggio, ma per la squadra. È ciò che anima questo sport”.
www.foggiatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-15 15:00:00 da

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