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ANCONA – Infiltrandosi nel sito internet e poi anche nella mail una badante e suo figlio avrebbero frodato una onlus che si occupa di raccogliere fondi per mandare a scuola i bambini dei paesi colpiti da guerre e povertà, in Africa e in Medio Oriente. Accuse pesanti per i due, 64 anni lei e 39 anni lui, entrambi di origine nigeriana, che sono finiti a processo per riciclaggio, frode informatica e falsificazione di comunicazioni telematiche in concorso. Madre e figlio abitano ad Ancona, da anni. Con raggiri sarebbero riusciti a truffare una fondazione benefica con sede legale a Roma, dirottando una donazione di 100mila euro che arrivava da una associazione religiosa irlandese. Per farlo avrebbero utilizzato il metodo noto con il nome di “man in the middle” (uomo in mezzo), un attacco informatico in cui qualcuno, segretamente, ritrasmette o altera la comunicazione tra due parti che credono di comunicare direttamente tra loro. Attraverso quindi uno scambio scritto di mail avrebbero fornito un nuovo conto corrente al benefattore incassando loro il denaro, nel proprio conto corrente bancario. Per giustificarsi del cambio di conto indicato nella comunicazione via mail avrebbero inventato la scusa che la banca non poteva ricevere una somma così alta nel vecchio conto e che quindi ne avevano dovuto aprire uno nuovo.
Il denaro è finito in un istituto di credito del quartiere del Piano, dove aveva il conto la 64enne, e non in quello intestato alla onlus che ha sede legale a Roma. Quando la banca di Ancona ha ricevuto il bonifico ha attivato il proprio ufficio anti frode perché la somma era alta. Sono stati informati subito l’associazione religiosa in Irlanda e la onlus romana che ha sporto poi denuncia ai carabinieri del luogo. I militari hanno avviato una indagine arrivando fino ad Ancona, grazie all’iban della niveriana su cui i soldi erano stati bonificati. Ora madre e figlio andranno a processo. La giudice Francesca De Palma li ha rinviati a giudizio. Il dibattimento si aprirà il 2 luglio. I due imputati sono difesi dall’avvocato Antonio Gagliardi. Stando alla versione della 64enne, che sapeva dell’arrivo del denaro, quella somma era relativa ad una richiesta di aiuto che aveva fatto ad una associazione del suo paese, per pagare dei debiti, attraverso una donna di cui però ha ricordato solo il nome.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-25 19:49:18 da

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