[ad_1]

La bocciatura dell’Aula di Montecitorio alla riforma del Meccanismo europeo di Stabilità spacca la maggioranza e mette in crisi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Un fulmine a ciel sereno si è abbattuto sulla maggioranza e sul governo quando la Camera dei deputati, giovedì scorso, ha messo all’ordine del giorno il voto sul Mes, con lo sgomento del titolare dell’Economia già impegnato da diversi mesi in una difficile trattativa con Bruxelles. Tutto è precipitato nel giro di poche ore. Fino a qualche giorno fa c’era la convinzione che del Mes se ne sarebbe riparlato con il nuovo anno, mentre già mercoledì sera è arrivato l’ordine di scuderia dal leader della Lega Matteo Salvini, con l’avallo della premier, a velocizzare l’iter per il passaggio parlamentare. La volontà è chiara: chiudere la faccenda Mes prima della legge di Bilancio.
Con questo passaggio, Salvini ha voluto chiudere la partita velocemente e svincolare il ministro dell’Economia, col quale è cosa ben nota che non corrono rapporti idilliaci, tanto che il titolare di Via XX Settembre si è smarcato dal leader del suo partito affermando che se fosse dipeso da lui avrebbe votato a favore della riforma del Mes. “L’economia italiana è solida, cresciamo di più dei francesi e dei tedeschi. Il Mes era uno strumento inutile, non utilizzato, superato, dannoso. Un pensionato o un operaio italiano avrebbero dovuto pagare per salvare una banca tedesca; quindi, il Parlamento ha esercitato il suo diritto democratico di bocciare uno strumento inutile e dannoso e lo spread è sceso. Abbiamo fatto quello che era nostro dovere fare per difendere il lavoro e i risparmi degli italiani”, così a Milano Matteo Salvini ha risposto ai cronisti sulla bocciatura del Mes.
Sul fronte delle opposizioni, dopo l’intervento della premier in Parlamento la scorsa settimana in cui indicava il Movimento 5 stelle come promotore del Mes, quando era al governo, mostrando anche un fax in Senato inviato a Bruxelles dall’allora ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il leader pentastellato Giuseppe Conte ha chiesto al presidente della Camera Lorenzo Fontana l’istituzione di un Giurì d’onore per valutare la veridicità delle affermazioni della presidente del Consiglio.
Un’operazione che mette al centro delle opposizioni l’ex premier e aumenta le distanze con il Partito Democratico guidato da Elly Schlein, indicata da Romano Prodi come federatrice del campo progressista. Un ruolo già rivendicato dallo stesso Giuseppe Conte nei giorni seguenti alle dimissioni del suo secondo governo, a tutt’oggi rimasto scoperto, viste le distanze che restano forti tra le opposizioni. Non resta che aspettare qualche mese per vedere le formazioni politiche come si comporranno in vista delle prossime elezioni europee, e capire come sarà il prossimo quadro politico italiano ed europeo.
Le parole di Giorgetti al termine del voto a Montecitorio sono state inequivocabili: “Il ministro dell’economia aveva interesse che il Mes fosse approvato per motivazioni di tipo economico-finanziarie. Ma, per come si è sviluppato il dibattito, giurì d’onore e robe di questo tipo, mi è sembrato evidente che non c’era aria per l’approvazione, per motivazioni anche non soltanto economiche”. Per queste parole, dalle opposizioni qualcuno invoca le dimissioni del ministro che replica: “I consigli dell’opposizione sono sempre utili però permettetemi… poi decido io”. Caso chiuso.
Intanto la legge di Bilancio è stata approvata dall’aula di Palazzo Madama, e la prossima settimana arriverà a Montecitorio per l’approvazione della Camera dei deputati. Al momento, non sembra che si registri un indebolimento di Giorgetti, visto che sul tema è intervenuto direttamente Matteo Salvini affermando una piena condivisione e sintonia con il ministro dell’Economia sgombrando il campo dai vari retroscena che li dipingono distanti. Sicuramente i rapporti già difficili con l’Europa diventano così sempre più complicati, soprattutto in vista delle prossime elezioni con il crescente clima da campagna elettorale. Nel frattempo, le opposizioni hanno chiesto un’informativa urgente di Giorgetti in commissione Bilancio alla Camera. Il ministro dell’Economia ha dato la propria disponibilità ad intervenire in commissione il prossimo mercoledì 27 dicembre, ma, precisano dal suo staff, la partecipazione del ministro sarà concentrata esclusivamente sulla legge di Bilancio e non sul Mes. Su tutti gli altri temi si discuterà successivamente in altra sede.
Fratelli d’Italia e Lega hanno votato contro, mentre Forza Italia si è astenuta, certificando di fatto una spaccatura nella maggioranza oltre al dissenso di Giorgetti. Ma se la maggioranza si mostra non proprio compatta, le opposizioni confermano una spaccatura insanabile. Partito Democratico, Italia Viva, Azione e +Europa hanno votato a favore, Alleanza verdi e sinistra si è astenuto, mentre il Movimento 5 Stelle ha votato contro, come più volte annunciato dal leader Giuseppe Conte. A quanto pare i ministri sarebbero stati informati al rush finale del voto, e non sarebbe stato nemmeno informato preventivamente il Quirinale.
[ad_2] Leggi tutto l’articolo Dopo la bocciatura del Mes, la legge di bilancio la prossima settim…gazzettadelsud.it è stato pubblicato il 2023-12-23 20:01:19 da

0 Comments