«È colpa tua, sei una donna pericolosa»

«È colpa tua, sei una donna pericolosa»


[ad_1]
«È colpa tua, sei una donna pericolosa»

OSIMO – Perde la figlia di 23 anni, afflitta dall’anoressia e arrivata a suicidarsi, e inizia una battaglia a suon di manifesti appesi in mezza città per accusare la ex moglie. «È pericolosa e truffatrice, io ci ho rimesso per anni, anche una figlia». Questo il contenuto delle scritte che un 71enne osimano ha fatto insinuando che era stata la donna ad aver istigato il suicidio della loro figlia. Inizialmente la vittima dei manifesti ha cercato di ignorare quei messaggi, piegata dal dolore della perdita della ragazza, venuta a mancare nel 2014, poi ha deciso di denunciare l’ex marito ai carabinieri. La querela è stata fatta ad ottobre del 2022. Dopo un periodo di tregua aveva ripreso ad accusarla. L’uomo è finito a processo per stalking e diffamazione davanti alla giudice Martina Marinangeli. È difeso dall’avvocato Nicoletta Pelinga. Stando alle accuse prima avrebbe iniziato con telefonate, messaggi audio e scritti, fatti in qualunque ora del giorno e della notte, poi ha attaccato sotto casa e anche in giro per la città fogli dove accusava la donna, 66 anni, parte civile nel processo con l’avvocato Alessandro Antonelli, del suicidio.

La ex moglie ieri è stata sentita in aula e ha raccontato i fatti subiti. «Cercavo di evitarlo – ha riferito la vittima – tutte le mattine mi suonava il campanello, alla fine sono stata costretta a toglierlo. Volantini e manifesti con le scritte contro di me li trovavo ovunque, alla fermata del bus, al supermercato, perfino al cimitero. Ero caduta in uno stato di ansia e sono andata anche dallo psicologo». L’imputato ha avuto un divieto di avvicinamento che ha violato e attualmente è agli arresti domiciliari per i quali il suo legale ha chiesto la revoca. Stando alle accuse i biglietti scritti, sia a mano che dattiloscritti e poi anche fotocopiati, venivano inseriti pure nella cassetta delle lettere del condominio del palazzo dove la donna abita. Sentita come testimone anche l’altra figlia della coppia.«Erano lunghi anche un metro i fogli che metteva alla vista di tutti – ha raccontato – si leggevano i nostri nomi, parlava male di mia madre diceva che mi pilotava. Tanti li ho cestinati. Quello che scriveva non corrispondeva al vero». L’imputato verrà sentito all’udienza del 13 maggio.

[ad_2] Leggi tutto l’articolo «È colpa tua, sei una donna pericolosa»
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-04-06 05:44:34 da


0 Comments