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PISTOIA – E’ morto oggi Giuliano Gori, l’imprenditore che ha creato e arricchito negli anni la Fattoria di Celle a Santomato, divenuta punto di riferimento di opere e artisti di arte contemporanea. Nel tempo Celle è divenuta uno scrigno in cui sono raccolte oggi oltre 80 installazioni e sculture ambientali dei più grandi artisti di tutto il mondo.
All’inizio (nel 1982) furono 18 le opere inaugurate, di artisti quali Alice Aycock, Dani Karavan, Fausto Melotti, Robert Morris, Dennis Oppenheim, Anne e Patrick Poirier, Ulrich Ruckriem, Richard Serra, Mauro Staccioli, George Trakas, Nicola De Maria, Luciano Fabro, Mimmo Paladino, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Gianni Ruffi, Aldo Spoldi, Gilberto Zorio. Quarant’anni dopo, nel 2022, se ne contavano 80. Tra gli altri artisti della collezione Gori Jean-Michel Folon, Alberto Burri, Daniel Buren, Emilio Vedova.
Giuliano Gori, che era nato a Prato, aveva 94 anni.
Il cordoglio del Presidente della Regione
“Ci sono uomini che con la loro passione, la loro generosità, la loro intelligenza riescono a costruire esperienze di bellezza e creatività che diventano patrimonio di tutti. Giuliano Gori, geniale ideatore della straordinaria collezione d’arte ospitata nella Fattoria di Celle a Pistoia, è stato uno di questi”. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ricorda così l’imprenditore e collezionista pratese scomparso oggi. “Fin dagli anni ‘70 – prosegue – Gori fu protagonista di questa straordinaria esperienza, invitando a realizzare opere d’arte artisti di livello internazionale e grazie a lui la Toscana ha potuto ospitare una delle esperienze di land art più importanti in Europa”.
“Giuliano Gori – ricorda da parte sua l’assessore Stefano Ciuoffo – ha saputo unire le qualità del grande uomo d’impresa con quelle dell’appassionato d’arte, accompagnando la sensibilità per i nuovi linguaggi del contemporaneo con la valorizzazione dei contesti ambientali chiamati a sposarsi con le creazioni degli artisti”.
Il cordoglio del sindaco di Prato
“Con Giuliano Gori se ne va il Novecento dell’arte della nostra città e della sua relazione con il mondo – dichiarano il sindaco Biffoni e l’assessore Mangani -. Imprenditore, innovatore, amante riamato degli artisti e delle artiste, ha fatto della storica Fattoria di Celle il prototipo italiano dell’arte ambientale grazie all’intuito, alla capacità di sperimentare, alla sapienza nell’interpretare le possibilità che un luogo immerso nella natura poteva offrire. Lewitt, Cecchini, Burren, Barni, Corneli e mille altri hanno lavorato con lui e per lui in una relazione feconda e unica. Assieme a Bertini è stato decisivo per l’arrivo di Henry Moore a Prato e ancora nel 2012 grazie a lui la collezione pubblica del Museo di Palazzo Pretorio si arricchisce della donazione Lipschitz. Socio inventore del centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, capostipite di una famiglia innamorata dell’arte contemporanea, Giuliano Gori è stato esempio inimitabile e libero. Ai figli, ai nipoti, ai familiari tutti un pensiero e un abbraccio”.
Il cordoglio di Confindustria Toscana Nord
Imprenditore e mecenate, uomo ben inserito nel mondo economico e appassionato d’arte, Giuliano Gori era, per l’ampiezza dei suoi interessi e lo spessore culturale e umano, una figura rinascimentale.
La sua scomparsa genera un grande vuoto; di lui rimangono però le tante iniziative a cui ha dato vita e le opere d’arte che ha acquisito e che fanno della Villa di Celle un luogo di straordinarie meraviglie.
Proprio a Villa di Celle si tenne l’ultimo incontro formale che Confindustria Toscana Nord ha avuto con lui: una riunione, con anche le autorità pistoiesi, in vista delle iniziative da avviare per Pistoia Capitale della cultura. Una occasione in cui, come sempre, il suo contributo fu lucido, informato, di grande spessore.
Il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini, il Consiglio di presidenza e la direzione di Confindustria Toscana Nord esprimono i sensi del loro più profondo cordoglio per la perdita di una figura di eccezionale valore.
Il pensiero grato e riconoscente della Chiesa di Prato
“Un pensiero grato e riconoscente va a Giuliano Gori per quanto ha fatto per la città e per la Chiesa di Prato, è stato non solo un grande collezionista d’arte, ma un mecenate che ha contribuito a rendere unica la nostra Cattedrale»”. Sono le parole del vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini alla notizia della morte di Giuliano Gor. A lui e alla sua munificenza si deve infatti il nuovo presbiterio del Duomo di Prato, realizzato nel 2001 da Robert Morris, uno dei più grandi artisti internazionali, che fece l’altare in marmo bianco di Alcantara, l’ambone e un candelabro. Nell’occasione Gori donò un’altra opera di Morris per il chiostro della Cattedrale: la scultura Quattro per Donatello. «Sono opere straordinarie e originali”, commenta monsignor Giuseppe Billi, presidente della Commissione diocesana di arte sacra, che al tempo seguì la realizzazione del nuovo assetto presbiteriale: “Grazie a Giuliano Gori la nostra Cattedrale si aprì all’arte contemporanea, una scelta dettata dalla sua grande passione di collezionista e di amante della città. Fu l’allora vescovo Gastone Simoni a volere questo nuovo allestimento e fu lui a consacrare questo bellissimo altare di marmo bianco, illuminato da una lampada interna, che possiamo definire una delle massime espressioni d’arte sacra contemporanea”.
Nello stesso periodo Giuliano Gori donò una antica testa di un Crocifisso di legno policromo del 1230 al Museo dell’Opera del Duomo. “Sfogliando il catalogo di un’asta vidi che in vendita c’era questa antica opera – racconta Claudio Cerretelli, già direttore del Museo dell’Opera del Duomo – e riconobbi la testa del Crocifisso antico della Cattedrale, di cui se ne erano perse le tracce. Per noi sarebbe stato impossibile acquistarla, così ci rivolgemmo a lui, che da appassionato d’arte e amante della città, acconsentì a comprarla e a donarla alla collezione del Museo. Gliene saremo sempre grati”.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-01-26 19:57:54 da Redazione

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