«Emergenza casa, in città si fa troppo poco»  – Teramo

«Emergenza casa, in città si fa troppo poco»  – Teramo


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TERAMO. La ferita mai sanata di via Longo; l’assenza di case “parcheggio” e di un dormitorio; la lentezza burocratica nell’assegnazione delle (poche) case popolari disponibili e i buchi legislativi. Tutto questo, a Teramo, è emergenza abitativa. Almeno se si vuol restare sul piano del racconto politico e un po’ formale. Poi c’è l’emergenza abitativa fatta di persone, famiglie e quotidianità. Di sfratti, solitudini e disperazione. È questa che i militanti del Centro politico Santacroce e del sindacato Asia-Usb toccano con mano ogni giorno, e da questa partono per scuotere chi amministra e governa la città e la regione. Perché dietro all’etichetta “emergenza abitativa” ci sono «giovani madri, padri separati, lavoratori precari, stranieri, italiani: non c’è un profilo unico, perché perdere la casa o non avere più le condizioni per pagare un affitto può succedere a tutti in una fase della vita. E chiunque è in difficoltà va aiutato, ma a Teramo questa situazione continua a non essere affrontata: solo annunci e proclami», spiega Giovanni Rosci, del Centro Santacroce.
Ad oggi non è disponibile un censimento di quante famiglie siano sotto sfratto, né di quanti siano gli abusivi che occupano per necessità alloggi talvolta neppure abitabili. Così come non vi è una mappatura completa delle case popolari sul territorio comunale. Eppure l’emergenza c’è ed è vasta: secondo le stime del Centro Santacroce e di Asia-Usb le famiglie alle quali è stato notificato lo sfratto sarebbero centinaia. Fra queste «una donna, con tre figli, che non sa cosa fare, dove andare; ci sono uomini separati che si trovano senza più una casa, con contratti precari che non rappresentano una valida garanzia per chi ha case da affittare: le situazioni sono tante e con l’amministrazione comunale, per questi singoli casi, portiamo avanti incontri ma servono interventi concreti e di ampio respiro», aggiungono Davide Rosci e Armando Nevoso, del Centro politico e Asia-Usb, «sono anni che tutto è immobile e ora tirano fuori il mutuo per via Longo. Ma intanto le persone che hanno bisogno di una casa che fanno? Non ci bastano buone intenzioni, per questo stiamo organizzando una mobilitazione in città che da settembre coinvolgerà anche realtà di fuori provincia».
Via Longo è una vecchia battaglia del Centro Santacroce: il mutuo che il Comune accenderà per riqualificare due palazzine non viene visto come una risposta poiché «l’emergenza è oggi: con questo progetto vedremo un operaio al lavoro fra tre anni. In via Longo ci sono nove appartamenti che potrebbero essere assegnati subito eseguendo lavori di piccola manutenzione. Ma non viene fatto. L’ex assessora De Sanctis aveva stanziato 200mila euro per interventi di questo tipo: che fine hanno fatto? Era stata, dopo decenni, riaperta la graduatoria per le assegnazioni degli alloggi Erp. Sono state avanzate 190 domande, 40 famiglie sono in graduatoria utile per ottenere un’abitazione. Ma ancora, da mesi, non vengono consegnate le chiavi e non si capisce perché».
Le proposte legate alla mobilitazione vanno dalla richiesta al prefetto di bloccare gli sfratti alla luce del fatto che mancano materialmente alloggi e quelli presenti non vengono assegnati, fino alla richiesta al Comune di sostenere le famiglie in difficoltà con un fondo affitti, passando per il pressing sulla Regione affinché modifichi la legge in materia. «L’emergenza è anche di chi vive in alloggi Erp fatiscenti: manca la manutenzione e ci sono famiglie, come in via Longo, che hanno muffa e degrado dentro gli appartamenti. Il Comune, per questi lavori, quanti soldi ha stanziato in sei anni? Poco o nulla ci pare. Su via Longo non accettiamo più promesse, né tanto meno la strumentalizzazione del centrodestra che è stato artefice di questa situazione», Proseguono Rosci e Nevoso, «torneremo in piazza, faremo rumore».
Veronica Marcattili



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www.ilcentro.it è stato pubblicato il 2024-08-11 03:15:00 da


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