«Era il tributo per il Covid»


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«Il recupero dell’ex ospedale militare doveva avere un riconoscimento alla nostra città per essere stata il fronte della pandemia in Emilia-Romagna, ma ad oggi Piacenza non lo ha ancora avuto». Patrizia Barbieri, da sindaco, aveva sottoscritto il protocollo d’intesa con Regione e Ministero dell’Università e della Ricerca, con presidente Stefano Bonaccini e ministro Maria Stella Gelmini. «La responsabilità della Regione è grossa come una casa», ha tuonato Barbieri in aula durante la discussione sul bilancio.

L’attuale sindaco, Katia Tarasconi, ha dato parere favorevole all’ordine del giorno presentato dalla Civica Barbieri (approvato dall’aula), però con riserve. «Ricorderemo l’impegno, è doveroso. Ma non so – è la perplessità del primo cittadino – non credo proprio che sia il luogo per l’università di Parma. Il rettore ha sempre detto che la sede ideale del corso è il nuovo ospedale. E c’è un tema di fondi economici: impensabile che la Regione riesca a sistemare il luogo da sola. Abbiamo comunque svolto sopralluoghi con investitori privati nell’area, alla presenza dei militari, che non hanno intenzione di cedere l’area, ma di metterla a disposizione in concessione».

«Un dovere morale – ha puntualizzato Stefano Cugini (ApP) – andare avanti in questo progetto, promesso da Bonaccini e dalla Regione. Si era detto che il suo recupero era il riconoscimento a Piacenza per il tributo di lutti pagato nella pandemia, perciò serve coerenza. Così come è un affronto che il Governo intenda tagliare le multe date nell’epoca Covid. Poi per noi è un errore portare lì la facoltà di medicina, lo abbiamo sempre detto».

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www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-12-18 06:00:00 da


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