“Erano più di due persone”  – Savonanews.it

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“Erano più di due persone”  – Savonanews.it

Ancora massimo riserbo tra gli inquirenti sul pestaggio del trentacinquenne marocchino, avvenuto lo scorso 31 luglio ad Alassio, per il quale sono stati arrestati due buttafuori di origini romene, padre e figlio rispettivamente di 45 e 21 anni. La vicenda è ormai nota anche per la circolazione vorticosa di video attraverso i social e la messaggistica: lo streaming, rimasto registrato su Facebook con la lunga “notte brava” del magrebino (tra infrazioni stradali e intemperanze) sino alla violenta aggressione finale, e un’altra clip ripresa da terzi in cui lo si vede esanime e sanguinante a terra accanto alla sua auto, dove si possono ascoltare – anche in quel caso – commenti degli autori delle percosse. 

La diretta social comincia con l’uomo che beve e sniffa cocaina nella sua vettura e si protrae una cinquantina di minuti, sino al momento in cui i due buttafuori lo fermano avvisandolo che è contromano. Il trentacinquenne ferma la macchina e scende; ne nasce una discussione e ne segue un brutale pestaggio, con minacce di morte, mentre lo smartphone è ancora acceso e continua a trasmettere: resta inciso l’audio con le voci dei partecipanti al raid punitivo e con i rumori della violenza. Quando si accorgono che il telefonino sta registrando, i buttafuori – che al momento non erano in servizio nella vicina discoteca – lo spengono e rovistano nell’abitacolo. A chiamare i soccorsi sono poi alcuni passanti, dopo aver notato il marocchino esanime vicino all’auto vandalizzata. L’uomo quindi viene trasportato all’ospedale Santa Corona in gravi condizioni. Ieri è stato dimesso. 

Il suo racconto è stato raccolto in un’intervista su Sanremonews: “Ricordo di aver discusso con i buttafuori della discoteca, perché stavo procedendo contromano – racconta – Quando ho fatto inversione di marcia ed ho parcheggiato la mia macchina non ho nemmeno avuto il tempo di scendere. Credo che in tutto siano stati cinque o sei uomini che hanno cominciato a devastare l’auto, spaccando i vetri ed entrando nell’abitacolo. Lì hanno cominciato a picchiarmi senza pietà ed io non riuscivo a capire il motivo. Li pregavo di smettere, li ho chiamati fratelli, ma loro picchiavano sempre più forte. Poi, quando mi hanno preso per il collo ed hanno incominciato a stringere fin quasi a togliermi il respiro, ho perso i sensi”. 

“Sono stati i buttafuori della discoteca – afferma la vittima del pestaggio – Non quelli che lavorano lì regolarmente ma quelli nuovi. Erano più di due persone e tutti mi picchiavano”. 

Noto per vicende varie, dalla guida in stato di ebbrezza (per la quale è stato più volte segnalato all’Autorità Giudiziaria), gravato di numerosi precedenti di polizia e anche immortalato in alcuni video di minacce alle forze dell’ordine ad Albenga, il trentacinquenne marocchino è finito al nosocomio pietrese con trauma cranico, fratture alla mascella e alla mandibola, ferite a testa e torace, emorragie interne. I carabinieri hanno condotto un’indagine certosina, che non è ancora conclusa. I militari dell’Arma hanno anche recuperato un coltello, un cacciavite e una roncola seghettata che il nordafricano, la sera del pestaggio, aveva con sé nell’auto e che i suoi aggressori avevano portato via. 

Ancora oscuri molti contorni della vicenda, mentre non si registrano commenti delle autorità sul tema sicurezza (e sull’episodio di per sé) che continua a generare preoccupazioni e discussioni nel Ponente savonese, peraltro alimentate dai video crudi che Proseguono a rimbalzare in rete e via WhatsApp.



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www.savonanews.it è stato pubblicato il 2023-08-19 16:33:00 da Redazione


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