[ad_1]
Una cena, l’ultima, prima del gran finale. Il sindaco Roberto Gualtieri e il resto del gruppone Expo sono a Parigi. Un’occasione – e non ce ne saranno più da questo momento in avanti, se non a ridosso del voto del 28 novembre – per promuovere il brand di Roma e spiegare al mondo perché la Capitale merita di ospitare l’edizione 2030 dell’Esposizione.

Appuntamento all’hotel Plaza Athénée, uno dei più esclusivi di Parigi, per avere un confronto con i 182 delegati del Bureau international des expositions. E auspicabilmente convincerli a non cedere al pressing saudita. Riad ha comunicato più volte di avere le mani su Expo. Ma l’obiettivo di Roma è dimostrare che oltre ai petroldollari c’è qualcosa in più. Un’idea di progresso sostenibile a fronte di una vetrina fine a se stessa.
È l’ultima autosponsorizzazione prima del voto. “Roma deve arrivare al ballottaggio, scalzando la coreana Busan dalla competizione, poi può succedere di tutto”, Proseguono a ripetere dal Campidoglio. Sapendo bene che il progetto – così riporta uno studio della Luiss – vale complessivamente 45 miliardi di euro per Roma e l’Italia.
Ma torniamo alla serata. Organizzata dal Comitato promotore di Expo 2030, presieduto dall’ambasciatore Giampiero Massolo, con il Cercle des Ambassadeurs e la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unesco, è servita per fare il punto sulla candidatura capitolina davanti a due ospiti d’eccezione: il generale Roberto Vittori, astronauta dell’Agenzia spaziale italiana e dell’Agenzia spaziale europea, sul fronte scientifico e Christiana de Boissieu, economista di Les Echos, per spiegare perché l’opzione romana sia la più convincente in rapporto alle prossime sfide globali.
Ecco, poi, i sostenitori della candidatura: Enel, Cnh, Credit Access, Generali, Avsi, Fondazione Kennedy e Macfrut. Quindi un regalo – un cadeau, siamo pur sempre in Francia – agli ospiti: olio extra vergine di oliva con il marchio della Regione Lazio, simbolo della tradizione italiana e del territorio.
Con Gualtieri a Parigi c’erano Luciano Nobili, presidente della commissione speciale Expo 2030 Roma della Regione, assieme ai consiglieri Emanuela Droghei e Daniele Maura. Quindi l’assessore del Comune di Parigi alle Relazioni internazionali, Arnaud Ngatcha, l’ambasciatore Jean-Paul Carteron, presidente del Circolo degli Ambasciatori, e Giuseppe Scognamiglio, direttore generale del Comitato Expo 2030 Roma.
“Gli avversari sono forti e determinati, la sfida è impegnativa ma noi ce la mettiamo tutta. Obiettivi per l’ultima settimana? Stiamo parlando con tantissimi Paesi, viaggiando, girando. Presentiamo a tutti il nostro approccio: che tutti abbiano una voce, che Roma è una città aperta, in cui i diritti sono rispettati e la diversità è un valore e Roma con la sua bellezza straordinaria è al servizio del mondo”, spiega il sindaco Roberto Gualtieri.
“Non vogliamo fare un Expo per promuovere Roma, che è già una meta turistica di primissimo livello – ha detto ancora il primo cittadino – vogliamo mettere la bellezza di Roma e la sua inclusività al servizio di un dibattito mondiale su come rendere le nostre città e il nostro modo di vivere migliore per affrontare le grandi sfide del nostro tempo: le diseguaglianze, i cambiamenti climatici. Si tratta di un Expo che resterà anche dopo perché noi vogliamo rigenerare un’area della città e realizzare una cittadella della scienza, della conoscenza e dell’innovazione”.
“Siamo a Parigi per ribadire l’impegno della Regione Lazio insieme al Campidoglio, al governo, al comitato e alla fondazione per Expo 2030 Roma a sostegno di questa sfida, difficile ed entusiasmante. Sono felice dell’ampia convergenza politica e istituzionale che si è messa in moto: lavoriamo per lo stesso obiettivo, al di là dei colori politici. Anche perché l’economia legata ai grandi eventi è ormai fondamentale per lo sviluppo e la crescita delle grandi aree urbane, anche in termini di infrastrutture che si realizzano e di servizi da offrire a tutti i cittadini”, spiega Luciano Nobili.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-11-21 20:39:16 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

0 Comments