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di Ilaria Lumini
PISTOIA – Prosciolto dall’accusa di aver stipulato falsi contratti di lavoro per quattro migranti al fine di ottenere permessi di soggiorno.
“Il fatto non sussiste”: arriva la sentenza di non luogo a procedere del giudice del Tribunale di Firenze per don Massimo Biancalani e due migranti della parrocchia di Vicofaro.
La Procura di Pistoia invece aveva chiesto il rinvio a giudizio per il parroco di Vicofaro per i reati di falso e truffa.
Una indagine quindi avviata nel pistoiese e poi trasferita per competenza territoriale sia a Firenze che a Roma, relativa a contratti di lavoro che don Massimo Biancalani aveva stipulato per quattro migranti ospiti a Vicofaro e a Ramini.
“Questi due contratti – evidenzia Elena Baldi, legale del parroco – erano stati fatti dalla Confartigianato ma venivano contestati come non veritieri perchè mancava il luogo di lavoro che, dalle intercettazioni telefoniche, è risultato essere, come già avevamo detto in fase di inchiesta, le due parrocchie gestite da Biancalani”.
Fausto Malucchi, legale del parroco, sottolinea: “Due ragazzi hanno chiesto il permesso di soggiorno facendo opposizione al giudice di Firenze e fornendo i loro contratti di lavoro. E poi altri due ragazzi hanno fatto opposizione al giudice a Roma dove ci sarà un altro procedimento analogo a quello fiorentino, nella Capitale. L’indagine e il capo di imputazione è stato formato a Pistoia”.
“Arriva una bella notizia e comunque siamo sempre stati sereni su questa indagine. La storia nasce qualche anno qua a Vicofaro perchè c’era necessità di dare un sostegno economico per chi gestiva con me questa realtà complessa. Responsabilizzare i ragazzi con turni di controllo e gestione” conclude don Biancalani.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-03-03 18:09:31 da Ilaria Lumini

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