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ANCONA – Patteggiare o fare l’abbreviato per avere uno sconto di pena ed evitare il processo ordinario. Salgono le richieste di riti alternativi per gli indagati dei immunizzazioni bluff fatti all’hub Paolinelli della Baraccola. Quasi nessuno vuole andare a dibattimento. Questa mattina, davanti al gup Alberto Pallucchini, altri 12 indagati hanno avanzato le richieste: 7 per l’abbreviato, 5 per il patteggiamento. Salgono quindi a 57 le richieste, dopo l’udienza preliminare di novembre dove erano state 45, su 77 indagati a vario titolo per corruzione, peculato e falso in atto pubblico. La vicenda era esplosa a gennaio del 2022, dopo una indagine della squadra mobile denominata “Euro Green Pass” e coordinata dal pubblico ministero Ruggiero Dicuonzo. L’inchiesta aveva portato a galla un sistema utilizzato da persone contrarie alla vaccinazione, in piena pandemia da Covid-19, per simulare l’inoculazione del siero e ottenere dietro il pagamento di denaro (fino a 300 euro) la documentazione che all’epoca serviva per lavorare, per viaggiare e per andare nei locali. Il tutto con la complicità di un infermiere falconarese, Emanuele Luchetti, 52 anni che ci avrebbe guadagnato anche lui in termini di soldi. Luchetti era stato intercettato al telefono e ripreso dalle telecamere spia piazzate dalla squadra mobile all’hub vaccinale della Baraccola, mentre effettuava le iniezioni per finta spruzzando le dosi a terra o nei cestini.
Nell’udienza di oggi doveva iniziare la discussione degli indagati che non avevano scelto riti alternativi, tra questi l’avvocato Gabriele Galeazzi, 53 anni, anconetano, e un pensionato con un passato sindacale, Edmondo Scarafoni, 75 anni, fabrianese. Entrambi, procacciatori di clienti per l’infermiere, rischiano di essere rinviati a giudizio. Molte avocati però hanno presentato, almeno verbalmente, richiesta di riti alternativi. L’udienza è stata quindi rinviata al 9 aprile per formalizzare le nuove richieste. Oggi solo in tre le hanno ufficialmente depositate, sono tutti patteggiamenti, relative a persone che si sarebbero vaccinate per finta, pagando per non aver iniettato il siero. Resta fissata al 29 aprile l’udienza per i patteggiamenti già presentati, tra questi anche l’infermiere Luchetti, e dove confluiranno anche quelli delle nuove richieste.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-11 20:43:55 da

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