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Giorgio Gaber è stato uno dei più grandi artisti italiani del Novecento. Ricordarlo è un dovere, e La Gaberiana è la nostra maniera di farlo.
Quattro giorni di incontri e spettacoli, sempre a ingresso gratuito, nel quartiere dell’Isolotto di Firenze, dove sorge anche Piazza Gaber. Ogni sera si racconteranno e si esibiranno grandi ospiti, tutti accomunati dall’amore per l’opera immortale di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Da Cesare Cremonini a Roberto Vecchioni, da Neri Marcorè a Gioele Dix, da Pierluigi Bersani a Giulio Casale. E tanti, tanti altri. Ci sarà anche Sandro Luporini, e la sua presenza è davvero un regalo immenso.
Gaber è stato un unicum irrinunciabile nella storia della musica italiana: rivoluzionario, scomodo, profetico. Geniale e non etichettabile, libero e irripetibile. In lui convivevano Brel e Pasolini, Sartre e Céline, Adorno e Brecht. Viveva a teatro e per il teatro. Ti faceva ridere, ti faceva incazzare, ti faceva pensare: Gaber era bellissimo. Un gabbiano ipotetico intriso di un “nichilismo costruttivo” tutto suo, che non ha mai smesso di indignarsi e sognare. Fino alla fine.
Il Signor G manca come l’aria. Ecco: con La Gaberiana, cercheremo di rendere meno dolorosa tutta questa smisurata assenza. Ricordandolo con tutto l’amore e la riconoscenza che abbiamo.
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Sarebbe bellissimo mettere un grande campo rom, fare arrivare qui tutti i clandestini e mettere a casa di questa gente i murales di maradona. Perché? Perché a loro piace e noi vogliamo renderli felici.
Tutti fantocci che amano sentirsi molto coinvolti, molto speciali, molto colti, "perche' noi, siccome noi, allora noi..".