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ANCONA – L’avevano fatta grossa, un festone a casa loro, tra studenti universitari in via Piave, con decine di ragazzi di ogni nazionalità. C’erano musica, alcol e divertimento. Peccato che erano in vigore le restrizioni per la pandemia ed erano vietati assembramenti e soprattutto festini privati motivo di possibili contagi. A scoprire il festone, l’8 marzo del 2020, era stata la polizia, chiamata dai residenti che sentivano i rumori della baldoria. Arrivati in casa i poliziotti avevano trovato una folla di ragazzi che hanno tentato la fuga. Gli affittuari dell’appartamento erano due studenti spagnoli in Erasmus. Sarebbero stati proprio loro ad organizzare la festa in grande stile, infischiandosene dei consigli emanati da settimane da esperti ed istituzioni, su tutti quello di evitare assembramenti. Fuori dalla porta addirittura avevano messo un cartello stradale, di quelli che indicano la direzione obbligatoria, rubato dalla strada. All’interno ce ne era un altro, di lavori in corso, preso da un cantiere. Per quel festino sono stati citati a giudizio, con l’accusa di ricettazione, i due spagnoli di 24 e 27 anni.
Ieri si doveva aprire il processo per entrambi, davanti al giudice Lamberto Giusti, dove erano difesi dagli avvocati Elisa Pavoni e Joseph Borgiani, per il possesso di un solo cartello stradale, quello della direzione obbligatoria. I due studenti però, nel frattempo andati via dalla città, non sono stati più rintracciati, nemmeno per le notifiche degli atti di accusa. Il giudice quindi ha dovuto pronunciare una sentenza di non luogo a procedere. Per quella goliardata non avranno, almeno per ora, nessuna conseguenza. Il Comune aveva dato mandato ad un proprio legale di costituirsi parte civile ma no ha potuto farlo.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-01-09 21:24:49 da

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