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Nel primo semestre 2025 lo stabilimento Stellantis di Melfi “ha registrato un crollo produttivo del -59,4% rispetto all’anno precedente, con solo 19.070 unità prodotte. Rispetto al pre-Covid, la perdita è ancora più pesante: -88% (133.697 auto in meno). È, insieme a Pomigliano, il sito che perde più volumi in assoluto (-27.950 unità sul semestre)”. Sono alcuni dei dati analizzati dalla Fim Cisl, che stamani in una conferenza stampa a Torino ha sottolineato che “la perdita di volumi ha già avuto conseguenze occupazionali: dal 2021 circa 2.200 lavoratori sono usciti incentivati su base volontaria, portando gli occupati a 4.860”.
“Dopo lo stop – è scritto nella nota diffusa dal sindacato dei metalmeccanici – la 500X tornerà in produzione da questo mese fino a settembre 2025: saranno realizzate 5.000 unità destinate a un mercato specifico, quello algerino. Continua la produzione Compass e Renegade con 18.153 unità (-37%) e sono iniziate le prime produzioni della DS8 (circa 700 unità) e di altri modelli (200 unità in avvio)”.
Nel comunicato della Fim è inoltre messo in evidenza che “nel semestre si sono registrati 25 giorni di fermo collettivo gestiti con Contratto di Solidarietà (124 turni). Negli altri giorni l’utilizzo medio del Cds è stato del 65%, coinvolgendo ogni giorno circa 3.160 lavoratori”.
Lo stabilimento lucano “è nel pieno della transizione verso la nuova piattaforma Bev Stla Medium. Grazie alle nostre pressioni – hanno evidenziato i dirigenti della Fim Cisl – Stellantis ha rivisto il piano iniziale e previsto anche versioni ibride per quasi tutti i modelli (esclusa DS8 per tempi), portando a 7 i modelli previsti, rispetto ai 4 iniziali solo elettrici. Questo ampliamento è fondamentale per garantire maggiori volumi e salvaguardare l’occupazione. Il cronoprogramma prevede all’inizio 2025 la DS8 elettrica, seconda metà 2025 la Jeep Compass elettrica, nel 1° semestre 2026 la Compass ibrida e la DS7 (elettrica e ibrida), nel 2° semestre 2026: Lancia Gamma (elettrica e ibrida). Anche l’indotto è in forte sofferenza.
Serve garantire l’uso degli ammortizzatori e dare priorità alle aziende locali nelle forniture. Stiamo agendo a tutti i livelli istituzionali per tutelare i posti di lavoro e sostenere le imprese nella transizione. È indispensabile attivare strumenti previsti nell’accordo di programma e nelle aree di crisi complessa, per attrarre nuovi investimenti e dare prospettive a tutto il territorio”.
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www.ansa.it è stato pubblicato il 2025-07-07 16:45:22 da
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