Foggia, le redini di Confindustria a Potito Salatto

Foggia, le redini di Confindustria a Potito Salatto


[ad_1]
Foggia, le redini di Confindustria a Potito Salatto

Gli industriali si rimetteranno sotto l’aquila, come aveva preconizzato Eliseo Zanasi, ma non proprio tutti. Potito Salatto sarà il primo imprenditore della sanità privata alla guida di Confindustria. Si compie il disegno del presidente imprenditore del settore delle costruzioni che a dicembre aveva dato per morto il mattone, aggiungendo un altro grado di separazione con i colleghi dell’Ance. Per la prima volta, il leader degli industriali di Capitanata sarà un chirurgo, chiamato a ricucire profonde e malcelate lacerazioni interne.

Potito Salatto, 74 anni che non dimostra, opera da più di 40 anni nel settore della sanità privata a Foggia. È componente nazionale dell’Aiop, Associazione italiana delle aziende sanitarie ospedaliere e territoriali e delle aziende socio-sanitarie residenziali e territoriali di diritto privato. Fino a marzo dell’anno scorso ha guidato l’Aiop Puglia. Dalla Casa di Cura prof. Brodetti diventata Villa Igea è partita l’epopea del suo Gruppo. Compongono l’impero della famiglia Salatto il rinomato Centro Salute Giovanni Paolo II, case di cura, centri di riabilitazione e Rsa in provincia. Segue le sue orme il figlio Rocco Salatto, presidente regionale dei Giovani Imprenditori, nel management insieme alla sorella Antonella Salatto.

L’imprenditore della sanità privata è stato a lungo editore dell’emittente televisiva foggiana Teleblu. Nella Giunta di Orazio Ciliberti, ha ricoperto l’incarico di assessore alla Cultura e vice sindaco. È stato lui a portare a Foggia Bob Dylan, tanto per citarne uno, in quelli che sono stati considerati gli anni d’oro dell’Anfiteatro Mediterraneo, rievocati solo qualche giorno fa in occasione della presentazione dei lavori di ristrutturazione. Prima delle ultime Comunali si era riaffacciato sulla scena politica, rispolverando Municipia, la sua associazione diventata un format tv, ma poi si è fatto da parte. La fama, insomma, lo precede, quanto il suo temperamento, ammorbidito dal tempo.

Oggi, il Consiglio generale chiamato ad eleggere il nuovo presidente di Confindustria designa ufficialmente il candidato unico. Il 17 febbraio saranno eletti i vice presidenti e il 28 febbraio si celebrerà l’assemblea confermativa. Tutto come da copione, anche perché le consultazioni sono andate a vuoto.

Il numero uno di Confindustria Eliseo Zanasi, pronto a cedere lo scettro, ha impresso una forte accelerata, proprio come aveva annunciato a dicembre. Si affanna a portare la barca in porto, in acque perigliose. E per quanto gli industriali che si sono ritirati sull’Aventino non abbiano nulla da ridire sul profilo prescelto, mentre non scorre più buon sangue con la governance uscente, il nuovo presidente rischia di sedersi su una poltrona che scricchiola.

Sin dall’elezione del nuovo Consiglio generale a novembre, infatti, hanno fatto scalpore i grandi esclusi. E sono partiti i ricorsi che rischiano di inficiare l’intera procedura. A pronunciarsi, sono i probiviri, espressione dell’attuale governance. Qualora in prima istanza i ricorsi non dovessero andare a buon fine, possono essere ripresentati, ma ad esaminarli sono sempre gli stessi probiviri. Dopo il secondo diniego, però, si può ricorrere al Tar. Ma in quel momento, può scattare una sorta di misura di autoprotezione del sistema, e potrebbe intervenire Confindustria nazionale. Lo scenario del commissariamento, considerati i presupposti, non sarebbe un’ipotesi da escludere.

A parte le ormai arcinote fibrillazioni con i cugini dell’Ance, separati in casa, in via Valentini Vista Franco non si vedrebbero da tempo grossi pezzi della filiera imprenditoriale, come Paolo Telesforo, tanto per citare un altro nome di spicco della sanità privata, Marcello Salvatori, Antonio Salandra e altri nomi eccellenti. Il gruppo Rotice è, invece, tornato a pieno titolo nel Consiglio, alimentando i malumori. La cura ricostituente di Eliseo Zanasi avrebbe plasmato una Confindustria quasi irriconoscibile, secondo i più attenti osservatori. Lui promette di non ritagliarsi altri ruoli. Insomma, è pronto a scendere dalla barca, ma a bordo c’è già saldamente il figlio.

Da mesi, grosse nubi si addensano all’orizzonte. La linfa di tutto il sistema, Cassa Edile, come noto, ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza che ha aperto un fascicolo. I bilanci della vecchia governance sono finiti ai raggi X e una strana intrusione nel sistema Mut impensierisce. E sotto questo cielo plumbeo, Potito Salatto si accinge ad un gravoso incarico che impreziosisce il suo curriculum. Onori e oneri. Lo scenario non è dei migliori, ma lui si era già presentato come un “presidente di pace e di ascolto”. E nelle casa delle imprese, oggi dilaniata dalle contrapposizioni, costruire la pace appare la sfida più ardua. 

[ad_2] Leggi tutto l’articolo Foggia, le redini di Confindustria a Potito Salatto
www.foggiatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-12 14:19:00 da


0 Comments