Fosso Borzonasca, Giacomazzi: “Taglio vegetazione non sempre necessario e va fatto nella stagione opportuna”


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Scrivo in relazione ai recenti interventi sulla vostra testata in merito alle condizioni ambientali del Fosso Borzonasca alla Chiappa. La gestione di canali e fossi necessita infatti di programmazione basata su appropriate conoscenze scientifiche.
Tagliare la vegetazione di un fosso non è sempre necessario e soprattutto va fatto nella stagione opportuna e con modalità corrette.

1. la vegetazione non legnosa (tutto ciò che non è arbusto o albero) tendenzialmente non incide sulla portata idraulica del corso d’acqua, nel senso che l’acqua di un evento alluvionale, con la sua forza, “sdraia” le piante, che quindi non vanno a ridurre la sezione fluviale (ovvero l’ampiezza del canale); di conseguenza non incidono sulla capacità del corso d’acqua di smaltire la piena;

2. la vegetazione concorre alla qualità dell’acqua e delle condizioni idonee alla presenza di organismi animali: abbassa la temperatura dell’acqua, filtra gli inquinanti, assorbe le sostanze organiche disciolte; tutto ciò mantiene in vita una comunità animale (per la maggior parte costituita da piccoli organismi chiamati macroinvertebrati: insetti allo stadio larvale, crostacei, molluschi, etc) che è alla base delle capacità autodepurative del corso d’acqua;
3. questo è ancora più importante nel periodo estivo in cui le portate sono estremamente basse per cui eventuali scarichi urbani vanno a incidere in modo molto più significativo sulla poca acqua presente (tendenzialmente gli scarichi sono sempre uguali in tutte le stagioni dell’anno, mentre l’acqua del canale varia molto tra stagioni piovose e meno piovose).
4. inoltre spesso e volentieri le procedure di taglio non implicano una raccolta dello sfalcio, in specie delle componenti più piccole (es. erba), per cui si deposita molta materia organica sul letto del canale che, andando in decomposizione, peggiora ulteriormente le condizioni del corso d’acqua (la decomposizione necessita di ossigeno e produce anidride carbonica, e se c’è poca portata si generano processi di putrefazione, causa di ulteriore moria per gli organismi presenti nel corso d’acqua, pertanto le capacità autodepurative si abbassano)
Nel caso del torrente Borzonasca evidentemente ci sono scarichi civili non intercettati, si è realizzato un taglio in periodo non opportuno e con modalità errate e non si è prestata attenzione alla raccolta del prodotto dello sfalcio.
Il risultato non poteva essere che quello denunciato dai vostri lettori.
Ovviamente va rimarcato come il problema in assoluto più grosso è proprio quello degli scarichi non intercettati, prima questione da risolvere. Ma forse ancora più importante sarebbe che il Comune si dotasse di un regolamento di gestione naturalistica dei fossi e dei canali.

 

Fabio Giacomazzi

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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-08-06 04:02:40 da


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