(Agenzia Vista) – Roma, 17 Marzo 2019 – L’assemblea del Partito Democratico ha proclamato Nicola Zingaretti nuovo segretario, sono stati eletti anche i 120 membri della direzione. “Abbiamo bisogno di un partito diverso, deve cambiare tutto. Un partito che deve essere più unitario e più inclusivo” , così Zingaretti in un passaggio del suo intervento. Fonte Facebook Partito Democratico
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Gentiloni eletto Presidente del PD, nessun contrario e 86 astenuti
7 Comments
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Proposta di andare ha fanqulo
Che farsa.
Che buffonata.
Stessa gentaglia rimpastata… se la cantano e se la suonano!
Avvertenza doverosa per i sovran-fascisti . A questi non interpellati scemi preciso che il mio intervento è rivolto solo all'attenzione dei soggetti a cui fa riferimento il predetto intervento. Le loro repliche perciò cadranno ai piedi della mia gelida indifferenza.
Tirando le somme,si deve dire che il neo eletto segretario(che personalmente e per idee mi sta simpatico,pur non condividendo il suo modo di intendere l'attività politica) si trova ad ereditare 4 nodi intricati che purtroppo dagli accalorati commenti(per usare un eufemismo) che vi sono stati sui social e nei forum,è evidente che non sono stati sciolti.
1) L’area di sinistra non ha voluto capire che il comportamento tenuto dalla minoranza nei confronti di Renzi quando era segretario è indifendibile,essendo andato ben oltre la normale dialettica interna,ed avendo sconfinato nella scorretta contrapposizione alla linea politica in quel momento legittimamente maggioritaria,di fatto danneggiando il suo stesso partito.
2) I renziani non hanno voluto accettare il fatto che per quanti danni abbia creato lo scorretto atteggiamento della sinistra dem,essi non sono stati determinanti nei gravi rovesci subiti negli ultimi due anni. Determinante è stato ,oltre alla propensione italica alle sirene della demagogia e del plebeismo,il fatto che il partito che avrebbe dovuto essere,secondo l’impostazione renziana,il caposaldo della meritocrazia,ha continuato a caratterizzarsi,specie a livello territoriale,ed in particolare al Sud,anche se non certo solo al Sud,per la gestione di tipo clientelare,mai combattuta da Renzi e alla cui eliminazione nessun leader del Pd,compresi i candidati che in questa tornata si sono battuti per la segreteria, ha mai pensato seriamente. Eppure quello del clientelismo patologico nella politica e nella società italiana è il problema n. 1 che fin quando non verrà preso di petto, vanificherà qualsiasi sforzo per un cambiamento reale nel nostro Paese e continuerà a tenere lontani dalle urne per il disgusto,gli italiani più consapevoli.
3) Quelli della sinistra radicale,che poi sarebbe la mia sinistra,non hanno ancora afferrato che il ritorno a politiche “ di sinistra” non è purtroppo dietro l’angolo,dietro l’angolo ci sono solo le ricette sovran-fasciste.
Il rilancio della sinistra radicale è legato solo alla elaborazione di nuove ricette economiche di sistema,alternative al liberismo tradizionale dominante,adattate ai tempi attuali, e di impatto globale,a misura cioè, di una economia ormai globalizzata. Ed è un lavoro tuttora da iniziare.
4) A loro volta i sostenitori della sinistra neoliberale modello Blair,devono prendere atto che tale modello,se in passato ha prodotto in certi Paesi risultati molto utili ed ancora in futuro potrebbe produrne di utili in un Paese come il nostro,da anni ha mostrato la corda,anche nei Paesi dove per un certo periodo aveva avuto successo:la Francia né è l’ultimo esempio. Sul punto è da rilevare che lo stesso Calenda ha recentemente fatto una importante autocritica.
CHE PAGLIACCIATA !!!
Sempre gli stessi coglioni.
Mamma mia che schifo
fate vomitare siete mummie