Nel 1975 Gianni incide “Il mondo di frutta candita”, ennesimo insuccesso, nonostante rimanga, soprattutto con il senno di poi, un ottimo lavoro dai contenuti interessanti. I brani sono tutti composti dal giovane Ivano Fossati, in coppia con Oscar Prudente(e in un caso di Mogol) e si muovono all’interno di un cantautorato serioso e d’ “autore” abbracciando anche umori prog (vedi la drammatica “Austostrade no!”). Partecipano al progetto anche Antonio Coggio (collaboratore e co-autore di Claudio Baglioni), Franco Migliacci (autore e produttore storico di Morandi) e Toto Torquati (direzione archi). La voce di Morandi è spesso irriconoscibile, tirata, roca e aggressiva, lontana dall’uso scanzonato e melodico a cui siamo sempre stati abituati. I testi di Fossati in particolare si distinguono per un approccio a tematiche inconsuete per Morandi, dall’ambiente, alla routine quotidiana, all’emarginazione sociale. La title track fu sigla della trasmissione RAI “Alle nove della sera” e arrivò sesta al Festivalbar del 1975, mentre “La caccia al bisonte” fu sigla di un reportage sullo show business americano curato da Morandi e Gianni Minà, diretto da Ruggero Miti e trasmesso su Rai 1. Nelle sessions dell’album Morandi provinò il brano “Formule magiche”, scritto da Oscar Prudente ma senza successo.
Poco tempo dopo, con il testo di Ivano Fossati il brano divenne “Pensiero stupendo” e un successo di Patty Pravo.
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